L’AQUILA – Questa mattina il Cospa, con il portavoce Dino Rossi, ha manifestato davanti al TAR dell’Aquila in vista della fissata al 14 maggio 2025 quando i giudici si pronunceranno sulla delibera circa l’abbattimento dei cervi in Abruzzo. “Abbiamo pensato di portare a tutti i componenti del Tribunale amministrativo un cesto di prodotti tipici, ma non per pubblicizzare i nostri prodotti, ma per rifocillare i componenti, visti i troppi impegni che ha portato a fissare una  data  lontana per la discussione l’abbattimento dei cervi in Abruzzo”. Il fatto è che, come lo stesso Rossi riconosce, il Tar fa il possibile con organici inadeguati a fronte della notevole mole di lavoro che è difficile smaltire come gli stessi magistrati vorrebbero, anche se la produttività di essi è considerevole. La manifestazione, dunque, non è contro il Tar, ma vuole solo segnalare certi problemi di tempistica non imputabili ai giudici, come spiega Rossi.

“Purtroppo, nel cesto possiamo mettere solo i peperoncini, gli unici a non essere distrutti dalla fauna selvatica, ne abbiamo di tutti i tipi da quelli corti e cicciotti a quelli lunghi fini, ma tutti dal sapore cocente. La manifestazione oltre ad essere ironica è volta ad invitare i contadini e gli automobilisti danneggiati da questi animali a denunciare penalmente: per una questione ideologica si mette in pericolo i cittadini e si continua a spendere soldi per tutelare un animale in sovrannumero. Si rammenta che a Roio colle frazione dell’Aquila, sono in atto focolai di infezione tubercolosi bovina, trasmissibile all’uomo, per i quali sono stati abbattuti circa 200 capi bovini, i quali hanno contratto l’infezione al pascolo condiviso con i cervi “. Rossi esprime rammarico per il fatto che i ricorsi degli ambientalisti,  a suo dire, avrebbero sempre tempi più rapidi “e a costo zero per via di una norma che lo consente intasando i tribunali”.

“A questo punto non ci rimane che accertare concretamente le cause di questi ritardi e magari per Natale ci organizzeremo in massa per consegnare carbone ai responsabili. Comunque anticipiamo che il 14 di maggio, saremo presenti con un nutrito gruppo di trattori davanti al TAR L’Aquila, perché non è possibile che la fauna è libera di scorrazzare sui campi agricoli, distruggendo i raccolti, senza che nessuno ne tenga conto, e ci si limita solo ad opporsi agli abbattimenti senza pensare se gli animali hanno cibo e acqua a sufficienza per la loro sopravvivenza. Non è nemmeno giusto che una minoranza, pari allo 0,01 % della popolazione italiana pretenda di gestire la fauna selvatica a spese di tutta la comunità”, conclude Rossi.