L’AQUILA – Il Tribunale dell’Aquila ha respinto, con procedura cautelare, la richiesta di provvedimento d’urgenza presentata contro il Comune da un assegnatario moroso del progetto C.a.s.e. che lamentava il distacco, da lui considerato illegittimo, delle utenze luce e gas effettuato dall’Ente che da tempo ha scelto di usare le maniere forti contro chi “potrebbe pagare, ma non lo fa”.
Il cittadino, alloggiato in uno degli alloggi antisismici dall’agosto del 2011, “non aveva mai pagato per i consumi effettuati fino a tutto il 2013 e buona parte del 2014, nonostante i numerosi solleciti – come sostenuto nella memoria difensiva dalla stessa amministrazione comunale, rappresentata in giudizio dagli avvocati Andrea Liberatore e Raffaella Durante – e l’avviso di distacco delle utenze, regolarmente notificato”.
Il Comune aveva quindi provveduto all’interruzione dell’erogazione di gas e riscaldamento.
Le spese relative ai consumi, quasi 2 mila e 300 euro, erano state calcolate secondo una ripartizione basata sui singoli consumi individuali e rilevate da appositi misuratori, secondo quanto stabilito da deliberazione di Giunta comunale.
Il giudice designato, Daria Lombardi, non ha dunque considerato arbitrario il provvedimento del Comune attraverso cui sono state staccate le utenze: da una prima analisi, infatti, la procedura utilizzata dall’Ente per il calcolo dei rimborsi appare legittima, in base alla previsione dell’articolo 4 del decreto di assegnazione degli alloggi e secondo quanto disposto dalla deliberazione di Giunta numero 32 del 24 gennaio del 2013.
Lo stesso giudice ha poi ritenuto insussistente la situazione di “grave pericolo” lamentata dal cittadino, in quanto determinata a causa del suo stesso comportamento di soggetto moroso rispetto al pagamento dei consumi di acqua calda sanitaria e gas, nonostante le numerose diffide e messe in mora attuate dall’Ente che aveva pure prospettato un pagamento dilazionato del debito al ricorrente.
È la seconda volta che il Tribunale dell’Aquila rigetta richieste di provvedimenti urgenti contro il distacco delle utenze ai morosi.
“Ma il tribunale fa confusione – lamenta però Fausto Corti, legale difensore del cittadino e di altri morosi sul piede di guerra -. Non solo al mio cliente, è stato inviato un primo ‘bollettone’ con i costi calcolati in base ai consumi effettivi. Su questo punto, il tribunale dell’Aquila si è già pronunciato per un altro ricorso che ci è stato formalmente respinto, ma che allo stesso tempo ha sancito il principio per cui, fino al 31 marzo 2013, i consumi andavano calcolati col misuratore”.
“Successivamente all’emissione del primo ‘bollettone’ – prosegue Corti – il Comune dell’Aquila, per il periodo da marzo 2013 a novembre 2014, attraverso una deliberazione di Giunta ha stabilito il calcolo di un acconto forfettario da richiedere agli inquilini sulla base dei consumi storici per ‘piastre’, suddiviso per chi alloggia in ciascuna di esse. Ma questo secondo metodo di calcolo presupponeva che poi il saldo fosse richiesto sulla base dei consumi effettivi”.
“Ed è proprio su questo secondo acconto che il tribunale dell’Aquila si era già pronunciato – spiega l’avvocato – dicendo in sintesi che il metodo era corretto, visto che si trattava di un acconto, ma che poi il saldo avrebbe dovuto essere richiesto sulla base dei consumi effettivi”.
In pratica, fino a novembre 2014, “a chi aveva consumato di meno, il Comune avrebbe dovuto restituire i soldi, mentre a chi aveva consumato di più, il Comune avrebbe potuto richiedere indietro la somma in avanzo”.
“Vengono confusi i due periodi – precisa poi Corti – e credo che in sede di merito tutto questo si riuscirà ad evidenziare”.






