L’AQUILA – “Il canone di compartecipazione è solo una furbata, mi opporrò categoricamente”.

Enrico Verini, consigliere comunale dell’Aquila di Futuro e libertà, ha dato il via alla sua battaglia contro il canone stabilito nella delibera sulla gestione di M.a.p. e del progetto C.a.s.e., approvata in Giunta il 3 maggio scorso e che verrà discussa in Consiglio nella seduta di domani.

Al centro dello scontro, la sorta di “affitto mascherato” che tutti i residenti nelle casette antisismiche dovranno versare al Comune o a chi gestirà le strutture diffuse su tutto il territorio del “cratere”.

“Se la delibera dovesse essere approvata in Consiglio – spiega il consigliere ad AbruzzoWeb – anche chi aveva una casa di proprietà prima del 6 aprile 2009 e che oggi ce l’ha inagibile, sarà costretto a pagare una quota mensile”.

“In questo modo verseranno il canone di compartecipazione circa 20 mila inquilini. La mia proposta – invece – è quella di trasformare gli attuali contratti di comodato d’uso in contratti regolari d’affitto per chi, fino al giorno del sisma viveva in affitto, mentre gli occupanti che avevano un’abitazione di proprietà, dovrebbero pagare solo una sorta di rimborso per la manutenzione dei fabbricati, come fossero spese condominiali”.

Secondo quanto stabilito dalla delibera, la gestione dei complessi residenziali sarà affidata attraverso lo strumento del partenariato pubblico-privato di tipo istituzionale e l’impresa che se ne occuperà, insieme al Comune dell’Aquila, sarà individuata attraverso una gara pubblica europea.

“In questa delibera si percepisce uno spirito della sinistra del secolo scorso – commenta Verini – il concetto che chi ha la proprietà di una dimora è colpevole di un peccato. Non considerano che c’è gente che ha fatto i sacrifici e ora si ritrova la casa crollata e magari continua a pagarci ancora il mutuo. Queste persone dovrebbero solo essere tutelate”.

“Il loro intento è quello di incassare 9 milioni l’anno per soddisfare la necessità di manutenzione degli alloggi – conclude –  Insieme ad altri consiglieri in opposizione abbiamo preparato degli emendamenti che presenteremo in aula per chiedere le giuste distinzioni. Speriamo di avere anche l’appoggio di qualcuno della maggioranza”.

Lo scontro politico si è spostato su Facebook, dove Verini è intervenuto sull’argomento sulla bacheca del sindaco, Massimo Cialente, che ha replicato: “Caro Enrico, un amministratore, anche se di opposizione, deve avere comunque il senso della responsabilità. La gestione del piano C.a.s.e. costa. Chi paga il Comune? È facile fare demagogia per quattro voti. La demagogia non paga”.