L’AQUILA – Sfollati ancora in albergo dopo tre anni, 250 alloggi del progetto C.a.s.e. e Map liberi, il Comune crede di non poterli assegnare e invece può eccome.
È questo il nuovo paradosso dell’emergenza abitativa post-terremoto all’Aquila.
Gli alloggi delle cosiddette ‘new town’ e moduli abitativi provvisori si sono liberati nel momento in cui, dopo aver eseguito i lavori, molte famiglie sono potute rientrare nella loro abitazione danneggiata dal sisma.
Altrettanto consistente è il numero di sfollati che vivono ancora negli alberghi: solo all’interno della caserma della Guardia di finanza a Coppito (L’Aquila) alloggiano a oggi 142 persone e circa un centinaio si trova in altre strutture ricettive della città.
Mentre il Comune, attraverso l’assessore all’Assistenza alla popolazione Fabio Pelini, continua a sostenere che la legge non consente di assegnare questi alloggi liberi a quelle famiglie che hanno l’abitazione classificata “B” e “C” (che poi sono quelle che si trovano negli alberghi), spunta un’ordinanza dimenticata dall’amministrazione comunale che, invece, stabilisce esattamente il contrario.
Si tratta dell’Opcm numero 3917 del 30 dicembre 2010, che all’articolo 4 comma 3 afferma che, una volta esaurite le graduatorie e assegnati i Map agli aventi diritto, i sindaci “possono prevedere l’assegnazione a nuclei con abitazione principale classificata ‘B’ o ‘C’, per la quale sia stato concesso il contributo per la riparazione”.
Ancor più paradossale è che sono alcune fonti dirigenziali dello stesso Comune a segnalare l’ordinanza che, se applicata, sicuramente ridurrebbe di molto i costi dell’assistenza alla popolazione, soprattutto in tempi di crisi e di spending review.
Secondo alcune stime, il costo giornaliero di uno sfollato nella struttura della Guardia di finanza è di circa 22 euro. Facendo un rapido calcolo, per 142 persone si spendono più di 3 mila euro al giorno, 1,4 milioni l’anno, più le spese per chi alloggia nelle altre strutture, certamente più costose della caserma.
“Magari potessi assegnare gli alloggi liberi a chi ha casa ‘B’ o ‘C’! Per farlo non basta l’ordinanza, serve un atto dirigenziale del Comune”.
L’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini passa la palla ai suoi dirigenti sulla questione degli alloggi del progetto C.a.s.e. e Map liberi e che non vengono assegnati a chi si trova ancora negli alberghi.
Una replica singolare, visto che a dare l’indirizzo politico ai dirigenti, che si occupano della parte tecnica, deve essere proprio l’assessore. Cioè lui.
“Voglio chiarire innanzitutto che complessivamente sono circa 40 gli alloggi disponibili e non 250”, afferma Pelini ad AbruzzoWeb che, però, ha avuto la stima di 250 da fonti comunali: forse a Villa Gioia c’è un po’ di confusione.
Come scoperto da questo giornale, in base all’ordinanza della presidenza del Consiglio numero 3917 del 30 dicembre 2010, una volta esaurite le graduatorie e assegnati i Map agli aventi diritto (famiglie con casa classificata ‘E’), i sindaci possono prevedere l’assegnazione a nuclei con abitazione principale classificata ‘B’ o ‘C’.
“Con le direttive che permettono il passaggio dal Cas al progetto C.a.s.e. e Map – spiega Pelini – le richieste di chi ha casa ‘E’ sono diventate centinaia, attualmente siamo sulle 250 domande. Le persone in autonoma sistemazione sono 9.500”.
“Questi nuclei familiari – sottolinea – in base all’ordinanza ‘madre’, la numero 3754, hanno la priorità nell’assegnazione dell’alloggio”.
Secondo Pelini solo un atto degli uffici comunali potrebbe decretare di dare invece priorità nell’assegnazione a chi si trova ancora in albergo: 142 persone solo all’interno della caserma della Guardia di finanza a Coppito (L’Aquila) e circa un centinaio in altre strutture ricettive della città.
Un atto che sarebbe quantomai opportuno perché la situazione di tante “B” e “C” in albergo o in caserma è certamente peggiore di “E” in affitto concordato e autonoma sistemazione. Un atto che Pelini può decidere di far stilare.
“Per velocizzare i tempi di consegna degli alloggi – aggiunge – ho fatto richiesta per avere ulteriore personale addetto. Ora abbiamo solo due persone che se ne occupano, ne ho richieste altre quattro”.
Per avere il quadro più chiaro su quante persone si trovano in autonoma sistemazione e hanno richiesto un alloggio o hanno intenzione di farlo, l’assessore ha annunciato che predisporrà a breve un censimento. (red)



