L’AQUILA – Sarà discusso dall’Europarlamento giovedì prossimo, 7 novembre, il report scritto per conto della Commissione di Controllo dei Bilanci Ue dall’eurodeputato danese, Soren Sondergaard, della Sinistra unitaria, dopo tre anni di indagini, sulla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile del 2009.

Così riporta oggi il quotidiano la Repubblica che sottolinea come siano stati contestati i 350 milioni di aiuti europei.

“Ogni appartamento – si legge tra l’altro nell’articolo – è costato il 158% in più del valore di mercato, il 42% degli edifici è stato realizzato con i soldi dei contribuenti europei (e non con quelli del governo italiano, come ha sempre sostenuto l’ex premier Silvio Berlusconi)”.

Un capitolo intero, si afferma nell’articolo, è dedicato alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni nei lavori della ricostruzione.

“Il dossier – si legge – comincia dall’ultima visita all’Aquila dell’eurodeputato: ‘La situazione del centro storico – dice Sondergaard – rimane sostanzialmente invariata. In quattro anni solo un paio di edifici (uno pubblico e uno privato), sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa…”.

SONDERGAARD (UE): SOLDI SPESI MALE, RICOSTRUZIONE TARDIVA

“Soldi spesi male”, un centro storico “fantasma”, la ricostruzione “incredibilmente tardiva” ma, soprattutto, quei 350 milioni di euro che l’Italia rischia di dover restituire all’Unione Europea (497,5 milioni quelli stanziati) se quei soldi, per l’emergenza da disastro naturale, sono diventati in realtà “benefici”.

Così l’eurodeputato di sinistra unitaria, Soren Sondergaard, membro della Commissione di controllo del bilancio di Bruxelles, in una conferenza stampa all’Aquila per spiegare il dossier da lui realizzato in tre anni di indagini, sulla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009 che causò 309 vittime.

Riferendosi alla ricostruzione, Sondergaard, per la terza volta nel capoluogo abruzzese, parla di un “déjà vu”, e per la città di “mancanza di coesione sociale”.

Il deputato europeo non ha risparmiato critiche al lavoro della Commissione Europea.

LE REAZIONI

DI STEFANO: “SPETTA AL GOVERNO DARE RISPOSTE SUL FUTURO”

C’è il progetto C.a.s.e., cioè il piano che ha portato alla realizzazione nei mesi successivi al terremoto di circa 4.500 alloggi che hanno ospitato circa 16 mila sfollati che avevano perso la loro abitazione, al centro del dossier realizzato dall’eurodeputato Sondergaard.

A spiegarlo l’assessore comunale dell’Aquila alla ricostruzione Pietro Di Stefano, che precisa, prima di dare un giudizio, di voler “leggere – dice – il documento sul quale per ora ho letto articoli di giornale”.

In particolare, afferma Di Stefano, “rispetto alla fase dell’emergenza è stato certificato da tutti, anche dal Parlamento, che è stata una fase buona, certamente il progetto C.a.s.e., che è una parte di quella fase e che riguarda le obiezioni dell’Ue, noi l’abbiamo subìto”.

“È ora perciò – prosegue – di aprire una discussione sull’uso futuro e parlo del fatto se è patrimonio del Comune o se è altro. Quanto a quello che sarà dopo, cioè quando tutti saranno rientrati, è un problema che non può essere risolto dal Comune dell’Aquila”.

Per Di Stefano “da alcuni articoli emerge che l’Unione Europea dice che il progetto C.a.s.e. andava utilizzato per l’emergenza e non per un diverso scopo, a questo punto bisogna porsi il problema del domani e se sarà il Comune a doverlo acquisire il governo dovrà chiarire quali sono le modalità e quali sono le risorse sennò da questa vicenda si porranno le basi per un esempio di degrado urbano”.

Quindi la richiesta alla Ue: “Ora che il deputato danese ha visto con i suoi occhi lo stato del centro storico si faccia interprete presso i suoi colleghi di cambiare il vincolo che impone che i fondi per la ricostruzione in seguito a calamità naturali siano legati al rapporto tra debito pubblico e Pil, i soldi ci sono dobbiamo poterli spendere fuori da quel vincolo”.

“Sono contento che, adesso, anche qualcun altro – conclude Di Stefano – dica che c’è un centro storico fantasma, lo dico da anni, tanto che mi sono preso anche diffide”.

PEZZOPANE (PD), “IL GOVERNO RIFERISCA SU QUESTA VICENDA”

“Il dossier dell’Unione Europea su sprechi e infiltrazioni malavitose all’Aquila nel dopo terremoto è un macigno pesante, che rischia di compromettere il nostro futuro”.

Lo afferma in una nota la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane, chiedendo che “il governo riferisca immediatamente in Parlamento e si faccia subito chiarezza”.

“Sto già predisponendo un’interrogazione sull’intera vicenda. Gli italiani e i terremotati devono sapere fino a che punto si è arrivati nella strumentalizzazione di questa tragedia”, aggiunge la Pezzopane.

“Il paradosso sta proprio nel contrasto tra gli sprechi della fase emergenziale e i rubinetti a secco in questa fase, quando la vera ricostruzione deve decollare. A distanza di quattro anni e mezzo dal terremoto che ha sconvolto L’Aquila e i comuni del ‘cratere’ – prosegue la senatrice – siamo ancora costretti a combattere una battaglia istituzionale e mediatica, per far comprendere che, se non arriveranno finanziamenti adeguati, L’Aquila e i centri storici moriranno”.

“Il Comune dell’ Aquila ha pronti progetti per 900 milioni di euro, che non partono, perché i fondi non arrivano o arrivano con il contagocce – ricorda – Dalle stime effettuate dagli Uffici speciali per la ricostruzione dell’Aquila e del ‘cratere’, si evince che solo per il 2014 occorrono complessivamente circa 3 miliardi per la ricostruzione pubblica, privata e per l’autonoma sistemazione. La legge di stabilità, tuttavia, stanzia solo 600 milioni in più rispetto al miliardo e duecento milioni, che saranno spalmati in tre anni. Una goccia nell’oceano”.

La senatrice chiede quindi chiarezza in particolare “sulle scelte effettuate durante i primi mesi dell’emergenza, sui progetti C.a.s.e. e Map, sulla vicenda degli isolatori antisismici, che proprio antisismici non sono e sulla legalità degli appalti”.

MELILLA (SEL), “ISTITUIRE UNA COMMISSIONE D’INCHIESTA”

Istituire una “commissione parlamentare d’inchiesta che indaghi sulle spese per la ricostruzione post-terremoto, e su come è stato usato il denaro dei contribuenti italiani e europei. Rinnovare l’impegno all’effettiva ricostruzione dell’Aquila nella trasparenza”.

Lo chiede il deputato abruzzese di Sinistra ecologia libertà, Gianni Melilla, primo firmatario della proposta di commissione d’inchiesta sulla ricostruzione post-terremoto all’Aquila oggetto di attenzione anche della Commissione di controllo del Bilancio del Parlamento Europeo.

“Risulterebbe – aggiunge – che gli appartamenti costruiti per il progetto C.a.s.e. (Complessi antisismici sostenibili ed ecocompatibili) siano costati il 158% in più del valore di mercato, mentre il centro storico è ancora un ammasso di macerie”.

Attraverso la richiesta di una commissione di inchiesta (“che affianchi il lavoro della magistratura”) “vogliamo ripresentare il grande tema della ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del ‘cratere’”, prosegue il deputato di Sel denunciando, si legge in una nota, “l’insufficienza dei fondi previsti dalla legge di stabilità e la necessità di adeguarli nel senso indicato dalle proposte dell’ex ministro Barca e dell’attuale ministro Trigilia”.

“In questo senso siamo vicini alla battaglia del sindaco e dell’amministrazione Comunale dell’Aquila per l’effettiva e trasparente ricostruzione del capoluogo abruzzese”, conclude Melilla.