BUSSI SUL TIRINO – Serrata a Bussi sul Tirino (Pescara) per chiedere a gran voce il rapido superamento dell’impasse sulla rifunzionalizzazione dell’ex polo chimico, che apetta di passare dalla Solvay alla Unichimica di Alberto Filippi.

Saracinesche abbassate e uffici comunali disertati per richiamare l’attenzione della Regione, alla quale il Comitato di cittadini Bonifichiamo e reindustrializziamo Bussi chiede l’immediata convocazione della conferenza dei servizi che deve sottoscrivere l’accordo di programma per l’acquisizione del sito con il conseguente graduale riassorbimento dei circa duecento dipendenti.

“Lo chiediamo alla Regione perché il 30 ottobre scorso è l’unico ente che non si è presentato alla conferenza convocata dal Comune, se si fosse presentata oggi staremmo parlando di altro”, dicono gli animatori del Comitato.

Chiusi, stamattina, tutti gli esercizi commerciali e le attività artigianali, e dipendenti del Comune in ferie in massa (garantiti i soli servizi essenziali). Sensibilizzate anche le scuole. Previsto un presidio davanti la Regione, all’Aquila, dove una delegazione spera di essere ricevuta dal presidente Luciano D’Alfonso e dal suo vice con delega alle Attività produttive, Giovanni Lolli, che ha anche seguito da vicino la vicenda insieme al sindaco Salvatore Lagatta.

“Luciano dacci una mano”, “Ci sono i soldi ci sono gli imprenditori manca solo la firma della Regione”, “Sos politici”, “L’A

Bussi soffre l’assenza della fabbrica che per decenni ha dato lavoro a mezzo paese. “L’appello lo lanciano anche alla luce dei gravi problemi economici che ci sono, con diverse famiglie monoreddito ora senza entrate perché con i capofamiglia disoccupati”.

Il Comitato, nato alla fine dell’anno, ha già dato vita ad eclatanti manifestazioni di protesta. In piazza Salotto a Pescara, allo svincolo sulla Tiburtina con dei fantocci piantati al centro della rotatoria, con una affollata fiaccolata in paese con il parroco in prima linea.