L’AQUILA – “Non ha senso mandare a monte un lavoro lungo e complesso a un passo dalla fine. Una cosa si resetta e si riparte da capo se non è stato fatto niente, ma non è questo il caso”.
La senatrice del Nuovo centro destra Federica Chiavaroli boccia senza mezzi termini l’emendamento del deputato del Partito democratico Antonio Castricone che prevede che le risorse, 50 milioni di euro, per la bonifica e reindustrializzazione del sito industriale di Bussi sul Tirino (Pescara) vengano gestite dal ministero dell’Ambiente mentre il commissario straordinario Adriano Goio cessi dal suo mandato.
Raggiunto da AbruzzoWeb, Goio preferisce non rilasciare dichiarazioni, rimandando ogni affermazione a dopo il voto della legge di stabilità e, quindi, a seconda del passaggio o meno dell’emendamento di Castricone.
Alla Camera, intanto, secondo quanto si apprende, l’unico abruzzese oltre Castricone che aveva sottoscritto l’emendamento, il rosetano pure del Pd Tommaso Ginoble, ha ritirato la sua firma.
La Chiavaroli, relatrice della legge di stabilità, votata da palazzo Madama il 20 novembre scorso, è stata quella che ha fatto cassare la proposta in Senato.
“Era un emendamento fotocopia a quello ripresentato ora alla Camera, proposto dalla commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti che a maggio aveva fatto un sopralluogo a Bussi – spiega la senatrice a questo giornale – ma ho chiesto e ottenuto il ritiro perché avrebbe mandato a monte il lavoro fatto fin qui”.
La Chiavaroli sposa, insomma, la linea del sindaco Salvatore Lagatta, di Rifondazione comunista, preoccupato che vada a monte l’accordo di programma, che si sarebbe dovuto firmare già nella conferenza dei servizi del 30 ottobre scorso disertata da Regione e ministero dell’Ambiente, che contempla l’acquisizione della Solvay da parte della Filippi, holding della chimico-farmaceutica.
Lagatta ha replicato a Castricone con una lunga nota pubblicata integralmente sotto.
“Sono assolutamente contraria a estraniare dalle scelte la comunità locale e l’amministrazione comunale” argomenta poi la Chiavaroli sull’ipotesi che a gestire l’intero processo sia il ministero. Scelta che Castricone motiva invece con il fatto che essendo un Sin (sito di interesse nazionale), è fisiologico che di Bussi si occupi il governo e non un commissario o il Comune.
“Quel che è stato fatto prima non lo so – aggiunge la senatrice a proposito delle parole del deputato dem che ha accusato Goio di immobilismo – ma da quando sono in Parlamento di passi avanti ne sono stati fatti eccome”.
“Appena si è insediato il ministro Gian Luca Galletti – ricorda – è stata fatta una riunione al dicastero nel quale si individuarono degli obiettivi che nel frattempo sono stati quasi tutti raggiunti”.
Secondo Lagatta, infatti, seppur Castricone ritenga che il sindaco abbia solo “un pugno di mosche in mano”, per la cessione alla Filippi basterebbe sottoscrivere l’accordo di programma, che è pronto.
Tardare significherebbe mettere a repentaglio sia la bonifica che la salvaguardia dei livelli occupazionali, visto che l’acquirente deve firmare a giorni un contratto con una multinazionale per portare a Bussi la produzione delle commesse.
Inspiegabile il retroscena politico: “Non so cosa possa esserci dietro, visto che l’emendamento viene riproposto alla Camera. Non so che cosa faranno a Montecitorio, di certo sono contraria a quel testo”, conclude la Chiavaroli.
LA NOTA DI REPLICA DEL SINDACO A CASTRICONE
Questo Paese per anni ha vissuto nell’illusione di un progetto di reindustrializzazione inesistente, come certificato poi da Ministero, Regione, Solvay ecc. ecc. Un sacco di mosche, non un pugno. L’onorevole Castricone dovrebbe leggere l’accordo di programma, il piano industriale della Uniholding,o quanto meno, farseli illustrare dall’onorevole Lolli di cui tutti, a Bussi, hanno ascoltato posizioni, riflessioni e condivisioni.
Chi sta in questi giorni scatenando una polemica strumentale è solo Castricone una polemica infarcita di menzogne e illazioni condite tra l’altro da argomenti che, come minimo, dimostrano o scarsa informazione o, fatto ancor più grave, la volontà di nascondere all’intera opinione pubblica la verità.
Questa amministrazione, attraverso il sottoscritto si è limitata a leggere ad una numerosa assemblea di cittadini l’emendamento presentato al Senato (poi ritirato) e alla Camera, in questo caso Castricone è il secondo firmatario insieme all’onorevole Braga. (Questo è un fatto e non una bugia).
Secondo argomento discusso in assemblea è il ritardo per la firma dell’Accordo di programma, ritardo innescato dall’assenza della Regione Abruzzo e del ministero dell’Ambiente alla Conferenza dei Sevizi del 30 Ottobre 2015, atto finale per dare avvio alla bonifica, messa in sicurezza e reindustrializzazione del sito di Bussi. (Anche questo è un fatto ampiamente documentato e non una bugia).
Nella stessa assemblea ho fatto più volte appello all’unità, chiedendo esplicitamente di evitare polemiche. Castricone ha un concetto strano della Democrazia, prima fa appello alla chiarezza poi vorrebbe impedire che si faccia informazione.
Tutte le bugie di Castricone.
1) Il commissario Goio alla Conferenza dei servizi era presente, gli unici assenti erano Regione e ministero e questo difatti ha impedito sia la discussione sull’Accordo di programma sia la firma. Determinando nei fatti la situazione di stallo che stiamo vivendo.
2) Le risposte del Ministero e di Solvay sono state rese pubbliche sia in assemblea, sia in Consiglio comunale e divulgate da stampa e televisione. Evidentemente a Castricone è stato riferito in modo errato. Accusare di voler nascondere qualcosa, è veramente ridicolo, dopo oltre 30 assemblee per informare e confrontarsi con i cittadini. Democrazia e trasparenza sono diventati un credo per questa amministrazione. In realtà l’unico a intraprendere iniziative per questo territorio senza confrontarsi, neanche con le istituzioni locali, è proprio l’onorevole Castricone (vedi emendamento).
Nel merito, le osservazioni del Ministero all’accordo di programma sono di una banalità disarmante e scontate, per questo immediatamente recepite e integrate nell’accordo di programma. Per quanto riguarda le osservazioni della Solvay, la stessa ha avuto parte attiva nella costruzione dell’accordo di programma, fornendo le sue osservazioni per iscritto e facendo interloquire i suoi legali con il nostro. Se Solvay ha riferito altro all’onorevole Castricone, allora c’è da preoccuparsi veramente.
In realtà le osservazioni fatte dal Ministero, che noi non possiamo confutare onorevole Castricone, sono altre, riguardano l’arretramento del Sin e sono rivolte alla Regione Abruzzo che dalla conferenza dei servizi del 20 Novembre 2014, non ha prodotto gli atti richiesti per definire la nuova perimetrazione del Sin, tanto che, sia la delibera di Giunta (n.176 del 10/3/2015) sia la determina dirigenziale (del 21/5/2015), sono state ritenute non idonee dal ministero.
È questo il motivo per cui quelle aree non possono essere utilizzate.
3) Mai detto che c’è un imprenditore che ha presentato un progetto per 400 posti di lavoro. Il progetto della Unichimica prevede 160/180 nuovi occupati, oltre a 17/20 nel magazzino ed altri servizi. È stata avanzata poi l’ipotesi di riavviare l’impianto di Silicato (20 posti) e, se compatibile un impianto di acido formico (circa 20 posti). Con i circa 150 occupati oggi in forza nel sito che si rischia di perdere , si arriva a 400. Una semplice addizione (che tutti immagino sono in grado di fare).
4) Nessun legame particolare con il commissario Goio, che anzi in passato ho sempre contestato (da solo) perché ritardava il progetto per la bonifica e messa in sicurezza ma, finalmente, il 15 giugno 2015, nella conferenza dei servizi presso la Regione, è stato approvato all’unanimità il progetto di bonifica.
Io ho contestato Goio quando ritardava i lavori; l’onorevole Castricone lo contesta oggi,quando il lavoro è stato fatto. Questo significa ritardare o rimettere addirittura in discussione l’avvio della Bonifica e cancellare definitivamente la messa in sicurezza dell’ex area Medavox. Quanto ai ritardi di 10 anni, chi era al governo ha avuto appunto 10 anni per rimuoverlo.
Al sottoscritto non risultano iniziative in tal senso assunte dal partito dell’onorevole Castricone. Ricordo invece altro, addirittura in un convegno del Pd locale, a legittimare la figura del Commissario si presentò l’attuale direttore generale della Regione Abruzzo dicendo di rappresentare il commissario Goio assente per indisposizione.
5) Invito l’onorevole Castricone a produrre un qualsiasi documento di quando ero all’opposizione, dove il sottoscritto dichiarava che i soldi dovevano essere spesi per la bonifica della discarica Tremonti.
Cosa è cambiato nel frattempo?
Forse il commissario Goio ha avuto l’imprudenza di dichiarare alla stampa che ancora prima della gara europea, si conosceva chi avrebbe fatto la bonifica (fonte Primadanoi).
A proposito di Solvay, nei suoi comunicati, con malcelata soddisfazione e con la solita arroganza l’onorevole Castricone sottolinea l’attuale mancanza di interlocuzione tra amministrazione e Solvay, rivendicando a quest’ultima la scelta di individuare l’investitore a cui cedere le aree industriali e le produzioni.
È una novità questa di cui non eravamo a conoscenza. A noi risultava, infatti, che l’investitore individuato da questa amministrazione con la delibera di Consiglio del 17 Luglio 2015, fosse condiviso dalla stessa Solvay, se è cambiato qualcosa a noi non è stato comunicato.
L’onorevole Castricone afferma: “nell’accordo di programma si stanno riponendo eccessive aspettative, non è campale e non indica chi va li a insediarsi” – una affermazione grave; nel nostro accordo il nome dell’investitore c’era e non si capisce chi dà a Castricone l’autorità per fare queste affermazioni.
Dobbiamo pensare che l’onorevole Castricone sta conducendo trattative parallele a dispetto di quanto fatto fino ad oggi dalle istituzioni? (Comune,Regione, Provincia, Commissario di Governo?).
Di certo e questo deve essere ben chiaro a tutti, noi non condivideremo scelte di avventurieri o prestanome. Resta inteso che Solvay è nella piena legittimità di vendere le sue proprietà a chi vuole, senza peraltro essere costretta a fare accordi con chicchessia, ma neanche questo a noi è stato comunicato.
Infine, non si può equiparare il Sin di Bussi agli altri Sin, come giustamente ricorda l’onorevole Lolli, solo questo Sito ha a disposizione 50 milioni di euro, peraltro assunti dai fondi per il terremoto e destinati non solo ad opere di bonifica fine a se stesse ma finalizzate alla reindustrializzazione.
Questa vicenda, come ben sa l’onorevole Castricone, ha risvolti politici, morali e legali.





