SAN DEMETRIO – Lo sciopero contro la ‘Buona scuola’ continua anche dopo la manifestazione generale di ieri, nelle scuole elementari di San Demetrio e Fossa (L’Aquila), con i genitori che non manderanno a scuola i loro figli nel giorno di svolgimento delle prove Invalsi.
“Ci stiamo organizzando per non mandare i nostri figli a scuola anche oggi e domani – ha spiegato ad AbruzzoWeb Paola Stacconi, rappresentante dei genitori degli alunni di queste scuole – Vogliamo mostrare il nostro sostegno agli insegnanti e sottolineare il nostro dissenso a questa riforma che non ci piace”.
Lo sciopero generale della scuola, organizzato ieri a Roma, Milano e in altre città d’Italia dalle maggiori sigle sindacali, aveva per le scuole elementari un significato simbolico molto forte.
“Per il 5 maggio, infatti, era stato previsto lo svolgimento delle prove Invalsi in tutte le scuole elementari italiane. L’adesione allo sciopero da parte delle insegnanti avrebbe mandato un messaggio forte al governo, che si sarebbe trovato con pochissime prove svolte. Quando è stato dichiarato lo sciopero, però, il Miur ha cambiato la data dei test, prevedendole per il 6 e 7 maggio”.
Le mamme delle scuole elementari non si sono arrese e hanno deciso di far sentire la loro voce, oltre al sostegno agli insegnanti.
“Se una piccola scuola fa sciopero nessuno se ne accorge – ha continuato Stacconi – ma se il Ministero della pubblica istruzione non riceverà gli Invalsi da alcune scuole, riusciremo ad avere una certa risonanza a livello nazionale. Per questo abbiamo deciso di organizzarci per non mandare i bambini a scuola in queste due giornate. Il nostro obiettivo è quello di invalidare questa prova”.
L’iniziativa è partita da alcune scuole del Nord Italia e sono molti i genitori che hanno deciso di schierarsi a fianco degli insegnanti.
“In questa riforma della ‘Buona scuola’ ci sono molte cose che non ci piacciono. Quest’idea di una scuola-azienda mette in dubbio il principio di avere una scuola uguale per tutti – ha spiegato – Il rischio grande è che nelle zone più depresse economicamente anche la scuola si impoverirà e a soffrirne saranno i nostri figli. Il fatto che nel testo previsto dalla riforma il dirigente scolastico abbia un potere così accentrato nelle sue mani, creerà grandi problemi. Che succederà se il dirigente scolastico di una scuola è meno capace? E se è troppo legato al territorio e quindi invece che pensare alla qualità degli insegnanti dovesse pensare a favorire i suoi conoscenti?”.
L’iniziativa ha previsto anche un incontro tra genitori e insegnanti in cui si è studiata la riforma proposta dal governo per capirne i problemi principali.
“Abbiamo affittato una sala vicino alla scuola di San Demetrio per incontrarci – ha concluso Stacconi – per studiare il disegno di legge tutti insieme e per capire quali sono i punti critici. Inoltre abbiamo preparato gli striscioni che oggi saranno esposti davanti alla scuola. La prova Invalsi riguarda le seconde e le quinte elementari, ma abbiamo provato a coinvolgere tutte le mamme per dare un segnale più forte”.


