L’AQUILA – Un accusa su tutti i fronti contro la condotta dell’Ance in quasi un anno e mezzo di post-terremoto. C’è questo nella lettera del costruttore Giulio Vittorini, che si è dimesso dal Consiglio d’amministrazione dell’Ente, invitando il presidente Filiberto Cicchetti a fare lo stesso.
Vittorini imputa al Cda una scarsa difesa della categoria, una promozione tardiva e inefficace, un peso politico troppo lieve tanto da escludere l’Ance dai tavoli e favorire l’ingresso di ditte di fuori L’Aquila: la “guerra tra imprese” che AbruzzoWeb ha pubblicizzato oltre un mese fa.
LA LETTERA
“Egregio presidente, in qualità di componente del consiglio di amministrazione dell’Ance L’Aquila, sentiti anche altri costruttori iscritti alla nostra associazione, intendo esprimere il mio disagio in merito al grave stato di difficoltà in cui versa l’intera categoria e sulla gestione di quanto avvenuto a seguito del sisma del 6 Aprile 2009”.
NON C’E’ STATA DIFESA
“Già dai primi giorni successivi al sisma abbiamo assistito a un grave attacco mediatico nei confronti della nostra categoria, con l’utilizzo di gravi appellativi: killer del mattone, la fantomatica “sabbia di mare” nei pilastri, ecc.. Non mi sembra che in questo senso ci sia stata una difesa energica da parte della nostra categoria da parte del Presidente, ma si è preferito subire una martellante e diffamatoria campagna mediatica senza alcuna reazione significativa”.
I CANTIERI ALLE IMPRESE DI FUORI REGIONE
“Il primo ed evidente risultato di questo silenzio assordante si può cogliere girando per la periferia della nostra città, dove almeno la metà dei cantieri della cosiddetta ricostruzione leggera sono stati appaltati ad imprese di fuori regione, che hanno sfruttato il risentimento ingenerato dalla campagna mediatica negativa nei confronti delle imprese locali con la conseguenza che molti cittadini hanno di fatto escluso le nostre imprese al momento dell’affidamento dei lavori”.
“Altro aspetto molto grave è che molti di questi cantieri sono stati affidati ad imprese prive di qualsiasi qualificazione Soa ed addirittura ad artigiani che si sono improvvisati imprenditori senza possedere la minima organizzazione aziendale. È inaccettabile che aziende qualificate e che investono e sostengono elevati costi annui come nel mio caso e dei molti altri colleghi imprenditori che ho avuto modo di ascoltare, siano state di fatto escluse a favore di realtà spesso create dall’oggi al domani al solo scopo di speculare sui lavori di ricostruzione, con la complicità di alcuni personaggi ben noti a tutti”.
UNA PROMOZIONE TARDIVA
“La campagna pubblicitaria che leggo in questi giorni sui giornali è sicuramente apprezzabile, ma molto tardiva, a distanza di oltre un anno del terremoto. L’Ance doveva farsi promotore da subito di un sistema di regole e qualificazione, ma invece nulla. Sono alcuni anni ormai che viene più volte promesso a noi costruttori un nuovo prezziario Regionale”.
“Anche su questo aspetto ritengo che l’Ance abbia delle grosse responsabilità: scaricare le colpe sull’Ance regionale come se quest’ultima fosse un ente statale inadempiente ed indipendente dal nostro sistema è ormai una scusa che non può più reggere, stiamo scivolando nel ridicolo se penso a come sia possibile che la nostra stessa emanazione di categoria di fatto sia stata incapace in tre anni di produrre un risultato degno di questo nome senza che nessuno se ne assuma le responsabilità”.
“In questo caso il danno a noi arrecato è enorme, se consideriamo che ormai sono state già redatte tutte le perizie per la ricostruzione leggera e che si stanno predisponendo quelle per la ricostruzione pesante, con grave difficoltà da parte dei tecnici e di conseguenza delle imprese”.
PAGAMENTI IN RITARDO
“Tutte le imprese lamentano cronici ritardi nei pagamenti dei lavori eseguiti che ormai si protraggono da oltre dieci mesi creando gravi difficoltà all’intero comparto; nonché il generalizzato stato di confusione normativo e procedurale che regola la ricostruzione. Leggo questa mattina sui giornali che dei fondi promessi, e che devono arrivare da mesi ormai, non vi è traccia alcuna, con il conseguente ingente danno economico alle nostre imprese. L’Ance non partecipa inoltre attivamente ai tavoli programmatici per la ricostruzione della città col risultato di escludere una categoria strategica per la rinascita del capoluogo di regione mediante l’impiego delle più moderne tecnologie antisismiche”.
ANCE GRANDE ASSENTE
“Grande assente l’Ance L’Aquila, che non agisce ormai da mesi in maniera incisiva a tutela dei propri associati. Per tutti questi motivi, dopo essermi confrontato con alcuni colleghi imprenditori, intendo dimettermi da consigliere dell’Ance e ritengo che visto il fallimento totale della gestione della nostra associazione di categoria sia opportuna una presa di coscienza di tutto il Consiglio dell’Ance con le conseguenti opportune dimissioni anche del Presidente dell’associazione allo scopo di avere una guida più incisiva in un momento così delicato”.



