L’AQUILA – È bufera sul Comune dell’Aquila. Il segretario generale Carlo Pirozzolo e il funzionario comunale Patrizia Del Principe, coordinatrice del Centro servizio anziani Ex Onpi, sono finiti sotto inchiesta per aver tentato di condizionare, predeterminandone l’esito a loro favore, i contenuti del bando di concorso pubblico indetto dall’amministrazione nel 2014 per la copertura del posto di direttore dell’Ex Onpi.
Nell’ambito della stessa inchiesta inoltre, la Del Principe è indagata anche con l’accusa di induzione indebita a dare o promettere utilità, per aver incassato soldi in cambio dell’affidamento di incarichi per traslochi all’Ex Onpi. Sotto inchiesta anche l’imprenditore reatino Bruno Galgani, titolare della ditta ‘Logistica e servizi’.
Oltre all’ipotesi di induzione indebita a dare o promettere utilità nei confronti del titolare della ditta sono stati contestati alla Del Principe, il reato di corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in un bando di gara; per i primi due reati è indagato anche il segretario generale, che verrà interrogato dal gip, così come la dirigente.
Le indagini sono condotte dalla Squadra Mobile.
Secondo quanto si è appreso ad inchiodare la Del Principe e Galgani sarebbero state le intercettazioni telefoniche, testimonianze e alcuni riscontri bancari.
Secondo le accuse, la dirigente ha indotto il titolare della ditta a darle la somma di mille euro, con la promessa estorta di farsene dare altri 100 o 200 o in caso contrario avrebbe provveduto all’interruzione dei rapporti lavorativi con l’azienda.
I fatti sono accaduti nel luglio 2014 e sono legati a un servizio di trasporto e rimontaggio mobili eseguito dalla ditta con un preventivo iniziale di 13.500 euro.
Su disposizione della Procura della Repubblica del capoluogo la Polizia di Stato sta eseguendo la notifica della misura interdittiva, emessa dal giudice delle indagini preliminari Guendalina Buccella.
In base alle indagini è stato evidenziato che l’imprenditore ha aderito alla richiesta consegnando in contanti i soldi richiesti e promettendo di consegnare a breve altri 100 o 200 euro.
I gravi indizi di colpevolezza sono stati desunti dall’esame della documentazione acquisita presso il Comune che evidenzia la richiesta di preventivo alla ditta che nella stessa data consegna l’offerta per il trasporto e rimontaggio del mobilio di13.500 euro più iva.
Con determina sempre di luglio 2014, la direttrice affida alla ditta i lavori di trasporto, revisione e rimontaggio del mobilio di 36 camere del corpo D, per un importo di 13.500 euro più iva e con determina del novembre 2014 viene liquidata la fattura emessa dalla ditta per un importo di euro 16.470 euro iva inclusa.
Nel marzo 2015 la direttrice invia alla ditta una nuova richiesta di preventivo per i lavori di revisione e montaggio di una porzione di arredi depositatati presso la sede Asm di Bazzano, all’interno di mini appartamenti ubicati al piano terra dei corpi D e Z dell’immobile ex Onpi, assegnazione già prospettata al titolare con largo anticipo; dall’esame della documentazione bancaria sono stati eseguiti anche i necessari riscontri sugli estratti conto del conto corrente dell’imprenditore.
Gli investigatori si sono avvalsi anche di testimonianze tra cui le dichiarazioni spontanee dello stesso imprenditore indagato, rese durante la perquisizione domiciliare subita nel corso delle indagini e del contenuto delle intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno evidenziato l’esistenza di un rapporto monetario tra i due, in cui il prestatore d’opera doveva consegnare del denaro, peraltro in contanti, alla direttrice.
Dal tono e dai riferimenti usati, la funzionaria allude anche ai possibili futuri lavori da assegnare all’imprenditore direttamente, ovvero senza gara pubblica o comparazione di prezzi; l’uomo riceve indicazioni su come compilare correttamente la fattura in modo da incassare rapidamente il corrispettivo di 13.500 euro più iva, deliberato dalla stessa Del Principe con propria determina dirigenziale.
L’incasso effettivamente avverrà il 18 novebre 2014, con un bonifico di euro 16.466,31.
A parere della procura e del Gip, non aderire alle richieste economiche della Del Principe avrebbe comportato per il titolare della ditta, quale conseguenza negativa, la perdita dell’opportunità di essere incaricato per l’esecuzione di lavori futuri: la sua piena adesione alle illecite richieste e il conseguente gradimento che ne derivava, determinava il proseguimento del rapporto lavorativo e il conferimento di nuovi incarichi.
D’altro canto l’uomo non fa nulla per opporsi alla volontà del funzionario e ne segue dettagliatamente le indicazioni, preoccupato evidentemente, per le conseguenze negative che una qualunque forma di diniego avrebbe comportato: in ogni caso se da un lato subisce le pressioni illecite del pubblico ufficiale che lo inducono al versamento di mille euro, dall’altro ricava un concreto vantaggio dall’adesione a tali pressioni.
Trascorsi tre mesi dalla elargizione di quell’importo, infatti, il 20 marzo 2015 l’uomo riceve una nuova richiesta di preventivo per ulteriori lavori. Intanto sono attesi a strettissimo giro ulteriori sviluppi su altri ipotesi di reato commesse.
PROCURA INDAGA ANCHE SU CONCORSO FATTO “AD PERSONAM” E SCAMBIO FAVORI
La dirigente Del Principe, insieme al segretario generale del Comune avrebbe anche tentato di condizionare gli esiti del concorso indetto nel 2014 per il posto di direttore del Centro servizi anziani, l’ex Onpi.
In particolare, l’ex direttore del Csa, in scadenza di incarico al 31 dicembre 2014, volendo riassumere la direzione della struttura, secondo le accuse avrebbe predisposto e consegnato al segretario, che presiedeva la Commissione che avrebbe dovuto esaminare i concorsisti, un appunto sul quale era riportato un elenco di materie d’esame, confacenti alle sue conoscenze e al suo curriculum di studi e professionale, allo scopo di orientare i contenuti del bando di concorso pubblico indetto dal Comune di L’Aquila.
Tali materie sono state poi effettivamente inserite nel bando.
La Del Principe avrebbe anche suggerito al segretario generale di nominare nella commissione di concorso un professore del dipartimento di Scienze umane dell’Università dell’Aquila, suo amico, che aveva già contattato.
Come contropartita il segretario generale avrebbe ottenuto dal direttore pro-tempore del Csa, che nominava se stessa responsabile del procedimento, la nomina di un collaboratore da impiegare in attività di natura giuridico–amministrativa, da assumere con contratto Co.co.co presso l’ex Onpi, per la durata di un anno. In particolare si trattava di un avvocato.
Secondo i magistrati il fatto che l’ex direttore, unico concorrente a sostenere la prova orale del 23 marzo 2015, non abbia superato il concorso, non priva di disvalore penale la condotta contestata.
Anche perchè l’ex direttore è stato poi nominato coordinatore della struttura, incarico e mansione creato ad hoc, visto che era stato soppresso proprio dall’ex direttore nella sua qualità pro tempore precedente.
Secondo l’attività della Squadra Mobile le indagini tecniche, in particolare alcuni dialoghi intercettati contengono molteplici indicatori per ritenere che la selezione dei concorrenti non sia avvenuta in maniera del tutto trasparente e che l’avviso pubblico sia stato confezionato e successivamente adattato “ad personam“ per favorire l’assunzione a tempo determinato dell’avvocato, su indicazioni/pressioni del segretario generale del Comune dell’Aquila.
Da due intercettazioni, entrambe riferibili a colloqui del funzionario comunale, che parla con una sua amica della vicenda, emergerebbe un evidente collegamento tra i due episodi: per ricompensare la direttrice pro tempore dell’appoggio ricevuto circa l’assunzione dell’avvocato, il segretario la compiace nella predisposizione del bando per la rinomina a direttore dell’ex Onpi.






