L’AQUILA – “La catastrofica situazione nella quale è precipitata la Regione a causa del buco per la sanità impone l’adozione di scelte forti e coraggiose”. Ad affermarlo è il segretario regioanle dell’Ugl, Piero Peretti, che in una nota interviene sul tema che da giorni tiene banco sui media regionali, quello della voragine da 360 milioni di euro nei conti della sanità cui bisognerà porre rimedio entro il 31 dicembre”.

Peretti critica, inoltre, la scelta di ricorrere ad una parte dei fondi Fas, fondi per le aree sottoutilizzate, per corpire una parte del debito.

“Non ci si può limitare, – scrive Peretti – come invece sembra stia facendo il presidente, Gianni Chiodi, ad attingere sistematicamente alla già esigua disponibilità dei fondi Fas per ‘rattoppare le buche che, mano a mano, s’incontrano nel cammino’. In una Regione in cui dilaga la disoccupazione e le aziende faticano a reggersi, i fondi Fas devono essere utilizzati, ed anche subito, esclusivamente per il rilancio economico-occupazionale.

“Chiediamo al Presidente Chiodi di uscire dal torpore e di adottare un repentino e deciso cambiamento di rotta. Siamo convinti che  i 360 milioni di debito sanitario possano essere sanati interamente tramite un  mutuo trentennale da chiedere al Governo al cui ammortamento si può provvedere eliminando gli Enti Strumentali inutili presenti in regione”. 

“In Abruzzo gli Enti Strumentali e le Società Partecipate sono presenti con 250 sedi ed uffici, hanno: presidenti, vicepresidenti, consigli di amministrazione, direttori, sindaci revisori, consulenti esterni e legali vari. Una gigantesca selva clientelare, voluta dalla politica, che incide pesantemente sul, già bistrattato, bilancio regionale”.

“In un periodo in cui si chiedono sempre più sacrifici a cittadini ed imprese, è doveroso che soprattutto la politica, che ha evidenti responsabilità dirette, paghi il prezzo per farci uscire dal baratro in cui ci ha gettato”.