TERAMO – “La spesa sanitaria abruzzese va assolutamente razionalizzata e una delle priorità è quella di centralizzare sempre più gli acquisti con le gare indette da Areacom, che le Asl devono imparare a vedere come un supporto e non come un limite alla loro funzionalità. L’alternativa è tagliare i servizi, e non possiamo più permetterci solo misure tampone”.
La ricetta per mettere in sicurezza i conti disastrati della sanità abruzzese, con un deficit che nel 2025 è ad oggi calcolato a oltre i 90 milioni di euro, la scandisce nell’intervista ad Abruzzoweb il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale, Emiliano Di Matteo.
Per il politico teramano rappresenta una battaglia epocale dare un ruolo sempre più fondamentale nell’approvvigionamento di beni e servizi sanitari, a cominciare dai farmaci che costano ogni anno la bellezza di 500 milioni di euro, all’Agenzia regionale per la committenza, l’Areacom, di cui è direttore generale Donato Cavallo. Perché spiega, “alla fine dei conti meno convenienti, per le casse pubbliche, sono le gare parcellizzate delle singole Asl”, anche affidandosi a Consip, il portale acquisti in rete della Pubblica Amministrazione.
“L’Abruzzo si è dotato di un’agenzia regionale unica di committenza – sottolinea Di Matteo – che tra l’altro è stata premiata negli anni scorsi come la più performante d’Italia dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. L’abbiamo dotata di strumenti adeguati, in termini di personale e di risorse, perché appunto contiamo che l’implementazione delle sue attività di possa portare ad una riduzione della spesa, senza comprimere i servizi, anche nel comparto della sanità”.
Con le gare accentrate ed uniche, ovviamente, “favorendo una economia di scala, a cominciare dall’acquisto dei farmaci, che è una delle voci più pesanti, ma anche di altri beni e di dispositivi sanitari, che se acquistati su base unitaria ci permettono di conseguire delle condizioni di mercato più favorevoli, e parlando di grandi cifre risparmieremo milioni e milioni”.
Accade però che ancora oggi tante gare vengono indette dalle singole Asl, spesso appoggiandosi a Consip, portale Acquisti in Rete della Pubblica Amministrazione, ma a costi maggiori, rispetto all’opzione Areacom.
“Diciamo che questa proliferazione di centri di committenza è stata sempre una caratteristica della nostra regione – commenta a questo proposito Di Matteo -, che negli anni abbiamo però già contenuto con dei risultati anche evidenti: non ci sono più le situazioni per le quali una siringa poteva avere sei costi diversi, a secondo di chi l’acquistava, quando c’erano ancora sei aziende sanitarie. Ma ancora non basta”.
Del resto, rivela Di Matteo, molto si può e si deve fare, come emerge anche uno studio in corso proprio sui farmaci “una vera è propria anagrafe, per verificare costi, evitare la duplicazione degli acquisti, che si comprino più farmaci di quelli effettivamente sono necessari, con il rischio che poi rimangano inutilizzati nelle varie dispense delle Asl, e magari debbano essere buttati via perché scaduti”.
“Anche personalmente mi sto spendendo sia come capogruppo che a livello individuale per far sì che una maggiore centralizzazione delle gare possa portare ad un razionalizzazione strutturale della spesa, al di là degli interventi tampone”, ribadisce ancora.
Sottolinea infatti il capogruppo di Forza Italia: “il tema che ormai contraddistingue questa dodicesima legislatura, fin dal suo insediamento, è quello del deficit sanitario, con la Regione che è dovuta intervenire per garantire le coperture, facendo ricorso a risorse ulteriori del nostro bilancio regionale, con il ritocco dell’aliquota Irpef. Il piano operativo con il quale dovremo confrontarci con il ministero dovrà tener conto dei dati storici e di quelli definitivi del 2025, per poi ripartire da lì per quello che sarà poi il prossimo triennio. E contiamo che il presidente della Regione, Marco Marsilio, riesca intanto a vincere la battaglia a livello nazionale per una più equa del fondo sanitario regionale, che per l’Abruzzo significherebbe decine di milioni di euro in più l’anno”.
Ricorda però Di Matteo: “siamo arrivati a una espansione della spesa sanitaria perché nella scorsa legislatura abbiamo dato seguito alle richieste del territorio, delle Asl, dei rappresentanti di tanti comuni, che volevano mantenere i loro presidi. Abbiamo proceduto ad una assunzione di circa quattromila unità nell’ambito delle quattro Asl, tra medici e paramedici, ponendo fine anche a tante situazioni di precariato che perduravano da anni, per non perdere preziose professionalità. Poi c’è stato l’aumento della domanda dopo la pandemia, ed è esplosa anche la spesa per i farmaci”.




