CHIETI -La Asl provinciale di Chieti soffre di un disavanzo strutturale e non comprimibile che ammonta a circa euro 45.000.000 di euro, e ciò è da attribuire anche al fatto che la ripartizione del fondo regionale in base alla popolazione, non tiene conto della grande estensione della provincia chietina, in buona parte montuosa, come pure delle aree di disagio, dell’età media della popolazione, tutti fattori che incidono pesantemente sulla spesa sanitaria, se si vuole. garantire un servizio di prossimità, come la legge stabilisce.
Sono i netti giudizi, messi nero sul bianco, nel piano di rientro rivoto e corretto presentato a fine agosto, di fatto un dito puntato anche da parte del direttore generale della asl provinciale di Chieti, Thomas Schael, contro il suo datore di lavoro, la Regione Abruzzo.
Una critica serrata, che si affianca a quella, già illustrata da Abruzzoweb, da parte del direttore generale dell’Asl di Teramo, Maurizio Di Giosia, e della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, e che con argomenti diversi, anche loro hanno avuto più che da ridire sulle non eque ripartizioni delle risorse della Gestione sanitaria accentrata, la Gsa.
Come a dire, Schael come Di Giosia e Romano, non ci stanno ad essere messi sul banco degli imputati per l’esplosione del deficit, che senza misure di contenimento, potrebbe sfiorare a fine dicembre i 200 milioni, e che con le misure di contenimento da 68,9 milioni di euro, potrà scendere a 128 milioni. E poi come annunciato dall’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, esso potrà essere ulteriormente ridotto, addirittura sotto i 50 milioni, con 90 milioni della Gsa, e ulteriori manovre correttive consiglio.
Schael nel suo piano rivisto e corretto si impegna a mettere in campo nei prossimi mesi, risparmi per 15.979.490 euro, per far scendere il deficit a 44.926.969 euro, rispetto ai 60.906.458 euro che si registrerebbero senza alcun intervento.
E questo, si sottolinea senza toccare la spesa per il personale, come del resto prescritto dall’assessorato, al fine, scrive Schael, “di garantire l’erogazione dei Lea e la continuità assistenziale, proseguendo azioni già avviate negli ultimi 4 anni tese al rafforzamento degli organici”. E la spesa anzi aumenterà, dai 275.252.407 euro del 2023, ai 281.220.621 del 2024, anche per effetto di assunzioni e rinnovi contrattuali.
Il punto saliente del piano, al di là delle principali misure qui di seguito riassunte, è però nella premessa.
Schael ricorda innanzitutto che “il finanziamento regionale assegnato alle quattro Asl abruzzesi per l’anno 2024 è, di fatto, per quota capitaria secca, con differenze quasi impercettibili tra le Aziende”. E la Asl Chietina ha ottenuto 786.129.234 euro, pari a 2.109 per residente, più o meno quello che pro-capite, hanno ricevuto le altre tre Asl
Ma questo, protesta Schael, significa trasferire alle Asl risorse finalizzate esclusivamente a garantire un sistema di offerta di servizi basato sul numero dei residenti, trascurando altri, non meno importanti, qualificatori della tutela del cittadino, tra i quali “ha un posto di primo piano il principio di prossimità, che, da sempre richiamato come focus di tutti i servizi sanitari, ha, finalmente, trovato dignità operazionale solo con il decreto 77 del 2022, diventandone il principio fondativo”.
E sarebbe ora dunque di cambiare metodo, considerando in primis l’età media dei potenziali utenti di ciascuna provincia, e la “collocazione Snai dei cittadini residenti”, ovvero il loro essere o meno in territori marginali e disagiati.
Del resto “la provincia di Chieti si estende su una superficie di 2.599 chilometri quadrati, con molti comuni montani, dove garantire a costi inevitabilmente elevati una sanità di prossimità, la quale dovrà essere anche implementata, con quanto previsto dal Pnrr, ovvero la realizzazione di 15 Case della Comunità, 14 punti erogativi, 6 Ospedali di Comunità, e centrali operative.
Ma tutta questa articolazione dei servizi, realizzata ad esclusivo beneficio dei cittadini, “ha un costo pro capite largamente superiore a quello delle Asl di Pescara e di Teramo e paragonabile solo alla Asl dell’Aquila”.
Anzi, la Asl chietina, rispetto alla Asl aquilana ha una difficoltà in più, perché nella seconda “esistono due poli con la relativa cintura (L’Aquila e Avezzano) e solo l’area di Sulmona e dell’Alto Sangro sono da considerare periferici ed ultra periferici”, Mentre nella Provincia di Chieti “si ha, verso nord, l’estensione dell’area metropolitana Chieti-Pescara come polo con relativa cintura e tutto il sud della Provincia è classificato periferico ed ultra periferico”. Tanto che del resto, metà della popolazione della Regione Abruzzo è residente nelle aree interne della provincia di Chieti.
C’è poi un altro fattore penalizzante, di carattere anagrafico: la popolazione ‘’65 anni e oltre’’ della provincia di Chieti è in crescita con valori sopra la media regionale. Nel 2023, infatti, è pari al 26.1% rispetto alla media regionale che si attesta a 25.3%. Il trend risulta in diminuzione nella fascia 0-14 anni, con una percentuale dell’11.7%, nel 2023, rispetto al 12.1% del 2020.
Conclude dunque Schael: “una parte significativa dei costi che questa azienda sostiene annualmente è, di fatto, incomprimibile, se si vuole continuare a garantire una sanità di prossimità. Le perdite che si sono registrate negli ultimi esercizi sono tali da poter affermare che questa azienda ad oggi soffre di un disavanzo strutturale che ammonta a circa euro 45.000.000 di euro.
Un disavanzo strutturale, “cresciuto negli ultimi anni per il sistematico definanziamento da parte della Regione Abruzzo”, e “da attribuire alla mancata programmazione del fabbisogno finanziario, in particolare della rete ospedaliera e territoriale”.
Passiamo dunque in rassegna le principali misure di contenimento previste.
Centrale è l’intervento sulla spesa per i farmaci in auto-consumo che porterebbe, anche al netto di incrementi di spesa dove particolari situazioni di aumento produttivo lo richiedano, ad un un risparmio complessivo di 5.750.000 euro. In particolare il risparmio atteso al 31 dicembre per le gare di acquisto, prediligendo tipologie di farmaci meno costosi e biosimilari, ammonta a complessivi 802.000 euro, a cui si aggiungerebbero ulteriori economie di 100.000 al mese mensili, nel caso di aggiudicazione da parte di AreaCom della nuova gara regionale dei biosimilari in via di definizione.
Prevista anche una stretta sulle prestazioni delle cliniche private convenzionate, con una previsione di risparmio di 2.318.166 euro.
La manovra su questa natura di costo, si legge nel piano, “si basa esclusivamente su un intervento di ricognizione sia contabile che di appropriatezza sull’assistenza protesica, esclusi la ventiloterapia e gli ausili per incontinenza”.
E da una prima dettagliata analisi “sono emerse abitudini prescrittive disomogenee pur fra territori simili per caratteristiche di fragilità “singolarità” del flusso contabile-documentale che risente di procedure operative disomogenee che hanno spinto la Direzione Strategica a promuovere, per il tramite dei distretti sanitari, una campagna di controllo dell’iter autorizzativo su tutte le partite ritenute anomale rispetto al verosimile bisogno sanitario dell’assistito”.
Una ulteriore manovra di risparmio è determinata dalle aggiudicazione delle gare per dispositivi e prodotti vari, perfezionate nel corso del 2024, con effetti sul secondo semestre stimato in 244.845,54 euro.
L’obiettivo è poi risparmiare sul consumo e l’utilizzo più parsimonioso dei dispositivi medici in particolare nelle aree cardiovascolare, chirurgica mininvasiva e diagnostica, per un valore di 2.194.846 euro.
C’è poi la rimodulazione dei contratti per i servizi di supporto della Asl, con una riduzione dei costi per un complessivo pari a 1.626.238 euro, a valere in particolare sui servizi di vigilanza armata , guardiania, trasporto e deposito valori e trasporto metadone, i contratti di front office cup, backoffice e recall, per i servizi “opzionali” nell’ambito della manutenzione, di pulizia e di sanificazione, per il servizio di digitalizzazione dei referti e pagamento ticket.
Altri 138.240 euro dovrebbero arrivare grazie a un piano di riorganizzazione dei Punti di primo intervento e dei Punti di Continuità Assistenziale, “formulato di concerto con le tre Aree Distrettuali e valutando la sinergia di complemento assistenziale delle postazioni 118″.
Infine, 2.200.000 euro saranno risparmiati sul fronte della farmaceutica convenzionata, con l’istituzione di un sistema mensile di monitoraggio dei prescrittori “fuori linea” per le linee terapeutiche, l’attivazione degli audit per l’analisi e rendicontazione sulle prescrizioni anomale”, e sulla “casistica più eclatante anche con finalità formative”. Filippo Tronca




