L’AQUILA – “Rifiutiamo di partecipare alla farsa della celebrazione di questi due anni di pandemia come se fossero un successo. Noi oggi celebriamo una tragedia e questo premio è un elogio alla menzogna”.

È l'”accoglienza” riservata al presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, da un gruppo di No Green Pass, circa 20, riuniti in un sit-in di protesta ieri pomeriggio all’Aquila, davanti alla sede Gran Sasso Science Institute, in occasione del convegno organizzato dall’Accademia delle Scienze d’Abruzzo sul tema “Covid-19: due anni di sfide per il sistema sanitario italiano”.

Al contestato evento hanno partecipato, oltre a Brusaferro, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì; il direttore dell’Agenzia Sanitaria Regionale, Pierluigi Cosenza; il primario di malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila e segretario regionale Anaao Assomed Alessandro Grimaldi; il direttore generale della Asl1, Ferdinando Romano; il presidente dell’Accademia Aniello Russo Spena. Curatore dell’iniziativa Marco Valenti, coordinatore della classe sanitaria dell’Accademia.

“Siamo disgustati da tanta ipocrisia – ha tuonato il portavoce abruzzese dei No Green Pass, Nico Liberati – Vergogna, vergognatevi per aver impugnato uno strumento ideologico e spacciato per strumento sanitario. Vergogna per quei docenti che non possono tornare a insegnare nelle loro classi, puniti per aver resistito al ricatto vaccinale. In questo momento sono chiusi diversi reparti ospedalieri per Covid in Italia, cosa festeggiate in quell’aula? Che premio dovete dare a una persona che ha messo in mano ai medici uno strumento che fa male ai nostri bambini e procura loro il rischio di contrarre miocarditi”.

E la portavoce delle Marche, Sonia Arina, ha aggiunto: “gli stessi esponenti del comitato tecnico scientifico, al termine dell’emergenza hanno rilasciato dichiarazioni indicando come le stesse misure suggerite dal Cts,come  lockdown e chiusure,  sono state inefficaci dal punto di vista sanitario, mentre hanno prodotto gravissime conseguenze sul piano economico sociale, confermando che sono state scelte di tipo politico e non medico. Le conseguenze relazionali hanno provocato gravi conflitti all’interno della società e sul piano emotivo-psicologico sui minori, costretti all’isolamento sociale, alla perdita della relazione e a un la forma di  apprendimento, la Dad, che ha provocato regressioni funzionali e decalage nell’apprendimento”.

Per la portavoce No Green Pass dell’area peligna, Rosella Tirimacco: “si parla oggi poco o niente degli effetti psicologici derivanti da forti stati di paura e che hanno causato problemi psichici e in alcuni casi psichiatrici di un’intera società! I bambini sono i primi ad essere colpiti e gli effetti si vedranno in futuro, sopratutto i piccolissimi. Negli adulti già si vede una dissociazione cognitiva tra i fatti, il pensiero e le azioni”.