L’AQUILA – Il Coordinamento regionale dei Centri diurni Asl Abruzzo chiede “con urgenza il rifinanziamento della Legge 94/2000 sulle borse lavoro a favore di utenti psichiatrici” e con altrettanta “un incontro con gli organismi istituzionali regionali al fine di poter avere risposte ed indicazioni esaustive sulle prospettive future nell’ottica del potenziamento delle attività territoriali di riabilitazione psichiatrica e di inclusione sociali di questi pazienti”.
Nel sottolineare che l’assessorato alla sanità più volte sollecitato nel 2014 e 2015 non ha dato risposte”, il coordinatore regionale, Danilo Montinaro, esprime “la marcata preoccupazione per l’Interruzione dei programmi di riabilitazione psichiatrica attraverso l’utilizzo di borse lavoro a favore di utenti in carico ai Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Abruzzo”.
“La Legge 94/2000, unica nel panorama nazionale, ha consentito – spiega ancora – ai Dipartimenti di Salute Mentale, per oltre 300 persone ogni anno, di sperimentare e avviare programmi innovativi di riabilitazione psichiatrica e di reinserimento lavorativo extraistituzionale in normali contesti di vita, ad esempio in ditte, Cooperative, Enti pubblici e privati. In oltre 15 anni di implementazione la legge ha prodotto una mole enorme di evidenze scientifiche che avvalorano gli eccellenti risultati ottenuti sia sotto il profilo clinico che sociale favorendo i percorsi di autonomia e recovery delle persone, riducendo il carico familiare, i ricoveri ospedalieri, la emarginalizzazione e l’ingresso in strutture residenziali Comunitarie”.
Montinaro fa presente che i Dipartimenti di Salute Mentale non hanno più fondi per assicurare la continuazione dei progetti ‘borse-lavoro’ avendo esaurito anche le scorte economiche residue”.



