L’AQUILA – La Regione Abruzzo farà la sua parte nel difficile tentativo di contrastare la prostituzione alla “Bonifica del Tronto”, la strada che costeggia il confine tra Marche e Abruzzo, da decenni famosa come ricettacolo per passeggiatrici e clienti di ogni genere.

Non saranno certo assessori e consiglieri dell’Emiciclo ad accompagnare le forze dell’ordine degli appostamenti. Il contributo infatti non è repressivo, ma preventivo. La Giunta finanzierà con altri Enti il taglio delle sterpaglie lungo il fiume Tronto, tra l’argine e il lungo tratto di strada dove “operano” le lucciole: vegetazione usata come rifugio quando scattano i controlli e le retate.

A chiamare in causa la Giunta è stato il prefetto di Teramo, Eugenio Soldà, che ha ricevuto subito risposta positiva dall’assessore regionale Angelo Di Paolo, che ha la delega al Ciclo idrico integrato.

Curioso il fatto che a occuparsi di ordine pubblico sia capitato proprio l’ex “Sindaco Sceriffo” di Canistro (L’Aquila): quando ancora indossava la fascia tricolore, infatti, Di Paolo sparò a un rapinatore che aveva fatto un colpo in banca e lo inseguì fino a catturarlo.

Oltre a lui, alla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, convocata per occuparsi della “Bonifica”, hanno partecipato anche i sindaci di Controguerra, Mauro Scarpantonio, Ancarano, Angelo Panichi, Sant’Egidio alla Vibrata, Rando Angelini, Mantinsicuro, Abramo Di Salvatore, il vice sindaco di Alba Adriatica, Giuliano De Berardinis, e il vice presidente della provincia di Teramo, Renato Rasicci.

Di Salvatore, tra l’altro, ha avuto una ribalta mediatica nazionale qualche settimana fa, quando si è sparsa la voce sulla sua “ordinanza contro il sesso rumoroso” nel suo Comune, con multe fino a 500 euro per chi disturba la quiete.

“Per quanto possibile e di competenza – ha spiegato Di Paolo – la Regione farà di buon grado la sua parte con il taglio della vegetazione intorno e lungo le sponde. Un Ente deve concorrere alla soluzione di problemi legati all’ordine pubblico”.

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