TERAMO – “Alla luce della recente situazione riguardante la circolazione virale del virus della febbre catarrale degli Ovini (Bluetongue) nei nostri territori, confermati dai risultati di prova parziali inviati in data odierna dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise ‘G. Caporale’, si è deciso di comune accordo con i Servizi Veterinari della Asl di Teramo di annullare la 162esima edizione della Fiera della Pastorizia di Piano Roseto 2025, ed eventualmente riprogrammarla per il mese di settembre se le condizioni sanitarie lo consentiranno”.

A comunicarlo, in una nota, il presidente della Camera di Commercio Gran Sasso d’Italia, Antonella Ballone, insieme ai sindaci di Cortino Marco Tiberi e di Crognaleto Orlando Persia.

“Si ricorda che la Bluetongue, è una malattia che colpisce solo ed esclusivamente gli ovi-caprini ed i bovini, non costituisce un pericolo per l’uomo ed anche i prodotti derivati da questi animali (latticini, carne, arrosticini), non sono in nessun modo una fonte di pericolo per gli esseri umani”, viene sottolineato in una nota.

Intanto, la Coldiretti Abruzzo in merito all’allerta sanitaria scattata in Abruzzo per la febbre catarrale degli ovini, che è stata riscontrata in zone circoscritte delle province dell’Aquila e Teramo, ha lanciato un appello per avviare “un piano vaccinale immediato e uno specifico indennizzo per l’acquisto di tutte le dosi di vaccino”.

Una richiesta alla luce del fatto che “è a rischio una economia secolare che va tutelata e salvaguardata con velocità e determinazione”.

“Precisiamo che si tratta di una malattia virale non trasmissibile all’uomo – sottolinea il presidente di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli – tuttavia, la diffusione tra gli allevamenti tramite insetti vettori può causare febbre e decesso degli ovini, con gravi perdite economiche per gli allevatori. Il rischio è la più grave crisi del settore ovino e la perdita di un sistema economico legato a due dei più importanti prodotti della tradizione: l’arrosticino abruzzese e il formaggio di pecora”.

Coldiretti chiede l’impegno delle istituzioni nel mettere in campo tutte le soluzioni necessarie a tutela della filiera zootecnica, proprio a partire dal reperimento dei vaccini per limitare la corsa dei contagi.

Il diffondersi della malattia porta infatti al calo della produzione di latte e al blocco della movimentazione delle greggi e delle mandrie, con gravi danni economici per le aziende colpite.

“Attualmente – sottolinea il direttore di Coldiretti Abruzzo Marino Pilati – è stato attivato dalle autorità regionali un piano di contenimento con zone di restrizione per il movimento del bestiame e sorveglianza attiva sui capi, oltre ad alcuni interventi di profilassi”.

“L’allerta – aggiunge Pilati – resta comunque alta nel  comprensorio montano del teramano e in alcune piccole aree dell’aquilano, dove si concentra una delle maggiori realtà di allevamento estensivo e transumante dell’Abruzzo. Per questo non dobbiamo abbassare la guardia e agire immediatamente”.