L’AQUILA – Valorizzare e tutelare la produzione artigianale della birra in Abruzzo, partendo da materie prime del territorio: è il progetto di legge a firma del consigliere regionale di Nuovo centro destra Giorgio D’Ignazio, che sarà presentato il 6 dicembre prossimo nella sala “Corradino D’Ascanio” del Consiglio regionale a Pescara. 

“L’Abruzzo è una delle regioni con il maggior numero di birrifici artigianali che vanno assolutamente aiutati – ha spiegato D’Ignazio ad AbruzzoWeb – Si tratta di un settore in forte sviluppo che può portare una significativa crescita a livello economico, vista la domanda sempre crescente del prodotto, e soprattutto, caratterizzare e contraddistinguere la nostra regione nel panorama delle eccellenze enogastronomiche nazionali”. 

Un mercato, quello della birra artigianale, che, secondo le stime di AssoBirra riportate nella relazione annuale per il 2015, ha prodotto a livello nazionale qualcosa come 18,7 milioni di ettolitri di birra di cui quasi 2 milioni e mezzo di ettolitri destinati all’export.

Numeri del genere rendono necessario “intervenire, nell’ambito della promozione delle attività produttive nonché della tutela della qualità del patrimonio alimentare- dichiara ancora D’Ignazio – favorendo l’attività di identificazione e di tutela della produzione birraia artigianale abruzzese, attraverso la codificazione delle metodologie classiche di trasformazione, di valorizzazione delle materie prime locali e della professionalità degli operatori”.

Sono 63 attualmente le aziende produttrici attive in Abruzzo: il progetto di legge si pone il fine di stabilire quante di esse rispettino effettivamente i parametri di tipicità, ovvero l’utilizzo di materie prime locali “nella misura del 90% della composizione della birra, non considerando il luppolo che non è prodotto in Abruzzo” illustra il consigliere “ applicando comunque delle norme transitorie, cioè delle deroghe”.

Non sono presenti in regione, infatti, degli stabilimenti di maltificazione, strutture da svariati milioni di euro, solo due quelle esistenti in Italia, a Pomezia e nelle Marche, di proprietà di multinazionali del settore.

“Fino a quando il maltificatore non sarà realizzato in Abruzzo, le birre avranno denominazione abruzzese anche se questo processo non avverrà nella regione”, spiega D’Ignazio.

I requisiti e i parametri che le aziende produttrici di birra artigianale dovranno rispettare saranno esaminati da un apposito comitato promotore, di cui, una volta concluso l’iter di approvazione della legge, faranno parte, oltre a Regione ed enti locali, anche i rappresentanti delle aziende birraie.

“Un progetto di legge partito da lontano, modificato dopo le linee guida delle leggi quadro emanate dal governo. Oggi finalmente abbiamo una stesura definitiva – esulta il consigliere alfaniano – Speriamo che l’iter sia rapido. La proposta è stata ferma un anno e mezzo tra i vari passaggi, un parto lungo”.

“La birra artigianale offre molteplici opportunità sia in termini di creazione di nuovi posti di lavoro legati all’espansione dell’offerta, sia nella ridefinizione di un legame forte con il territorio di produzione – conclude – Questo è il nostro obiettivo”.