L’AQUILA – C’è stato in questa campagna elettorale un protagonista che ha lavorato dietro le quinte, anche se neppure tanto, e che ha mosso i fili nelle elezioni comunali del 24 e 25 maggio in più di un comune dell’Aquilano: Pierluigi Biondi, sindaco del capoluogo, uomo forte di Fratelli d’Italia, responsabile nazionale degli enti locali del partito e politico vicino al premier Giorgia Meloni e in procinto di spiccare il volo a Roma alle politiche del prossimo anno.

Quando ci saranno anche le amministrative all’Aquila alle quali non dovrebbe partecipare anche se passasse, cosa comunque improbabile, la proposta di legge sul terzo mandato per i sindaci delle grandi città, già respinta ma che potrebbe essere ripresentata nella nuova legge elettorale.

Intanto per Biondi anche questo appuntamento elettorale ha rappresentato un trampolino di lancio per le politiche dell’autunno 2027 e per poter andare a Roma come parlamentare, terminato il suo secondo e ultimo mandato da primo cittadino.

Nella consapevolezza che però nel suo partito i pretendenti ad un posto in lista blindato, di fatto una nomina preconfezionata a parlamentare, non essendoci nella vigente legge elettorale le preferenze, sono molto più numerosi rispetto a chi potrà ragionevolmente essere eletto, scorrendo la lista dei candidati.

Biondi, ad ogni buon conto, in odore di posto certo in Parlamento, vuole consacrarsi anche nel territorio limitrofo al capoluogo regionale: il sindaco, in una campagna elettorale serrata da tempo, ha calato i suoi uomini per conquistare comuni importanti a cominciare da quelli ora in mano a sindaci di centrosinistra o civici non della sua area politica e ricandidati: Pizzoli, Ocre, Fontecchio e Poggio Picenze.

Certo di mantenere la sua roccaforte di Villa Sant’Angelo, suo paese di origine e dove è stato sindaco. I suoi candidati nella campagne elettorali ovviamente hanno fanno leva sull’argomento della “filiera”, dell’utilità e vantaggio da tutti i punti di vista nell’avere un amministrazione dello stesso colore politico del Comune capoluogo, della Regione e del governo nazionale, che gestiscono risorse e potere.

Cominciamo da Pizzoli, 4.500 abitanti, dove è sindaco del Partito democratico, e ricandidato, Gianni Anastasio, coordinatore del Tavolo dei Comuni del cratere sismico 2009, che più volte si è scontrato frontalmente proprio con Biondi, in particolare per i criteri di ripartizione del fondi Restart, per attività culturali, sociali ed economiche. Anastasio, ingegnere, è stato tecnico anche al Comune di Villa Sant’Angelo ai tempi di Biondi sindaco.

Qui il sindaco dell’Aquila ha appoggiato Angelo Sulpizio, iscritto a Fratelli d’Italia, il vicesindaco messo alla porta da Anastasio ad inizio aprile. Ed anche altri candidati in lista sono sua espressione. A tal proposito Anastasio, in una intervista a questa testata non le ha mandate a dire: la lista di Sulpizio per il sindaco “è nata proprio sulla spinta parte dell’attuale sindaco dell’Aquila il quale ha voluto fortemente questa candidatura e credo che si sia speso ed impegnato anche per trovare i candidati. Che dire, nel momento in cui dovessero perdere, e lo ritengo molto probabile, anche Biondi dovrà  intestarsi questa sconfitta”. E ancora: “se l’obiettivo è quello di conquistare un comune e un territorio per dimostrare la propria forza politica, bisognerebbe spiegarlo bene anche ai cittadini di Pizzoli”.

Piazzare un suo uomo sulla poltrona da sindaco a Pizzoli, e dare il ben servito ad Anastasio, per Biondi sarebbe invece davvero prendere due picconi con una fava.

Dall’alta Valle dell’Aterno alla conca aquilana: ad Ocre, come già raccontato da Abruzzoweb, obiettivo è espugnare il Comune dove è sindaco di centrosinistra Gianmatteo Riocci, e il capitano di ventura scelto è Carlo Dante, 53enne di Castel del Monte, dal 2017 residente a Cavalletto d’Ocre, compare di fede del sindaco.

Va ricordato che Ocre è caro a Biondi, essendo lì stato dipendente comunale, collega proprio di Carlo Dante, ai tempi responsabile Unico dei servizi finanziari. Ed ancora Dante, con Biondi sindaco è andato a lavorare a Villa Sant’Angelo. Poi è diventato responsabile della segreteria tecnica di Biondi sindaco dell’Aquila, e ancora oggi svolge di fatto, seppur non ufficialmente, il ruolo di capo di gabinetto. Dante infine è andato nel 2020 a lavorare nell’Ufficio Bilancio dell’Autorità regionale per la gestione integrata dei rifiuti urbani (Agir), di cui Biondi è stato nominato nel 2018 presidente dell’assemblea dei sindaci ed è consigliere del Teatro stabile d’Abruzzo.

Andando oltre, lungo la valle Subequana, arriviamo a Fontecchio, circa 300 abitanti: qui è sindaca da tre consiliature e in corsa per una quarta Sabrina Ciancone, civica progressista.

E anche qui in campo con una lista fortemente caratterizzata a destra, per spodestarla, un altro fedelissimo di Biondi, Andrea Di Biase, di Fdi, ingegnere ed ex capo di gabinetto del sindaco dell’Aquila, attuale direttore generale dell’Icsa, la residenza per anziani partecipata del Comune dell’Aquila, la ex Onpi, ed ex amministratore unico di Abruzzo progetti.

Di Biase è originario di Molina Aterno e ora residente a Fontecchio con la famiglia, ed è considerato un esponente di primo piano di Fdi, già in corsa per una candidatura in Consiglio regionale alle elezioni di marzo 2024, ipotesi poi sfumata al termine di un braccio di ferro al termine del quale ha prevalso l’avvocato Alessandro Piccinini, non eletto per una manciata di voti.

In corsa c’è poi l’ingegnere Davide Benedetti, professionista impegnato in prima linea nel processo di ricostruzione post sismica, con una lista civica bipartisan che ospita candidati di destra e altri orientati a sinistra.

A Poggio Picenze, 1.200 abitanti, il sindaco uscente è Antonello Gialloreto, anche qui area civica di centrosinistra. Il potente sindaco dell’Aquila non avrebbe fatto mistero di non gradire la ricandidatura che poi invece è avvenuta per il rotto della cuffia nelle ore precedenti alla scadenza dei termini.

Biondi nel paese di origine del sottosegretario di Stato della Lega, Luigi D’Eramo, ha appoggiato lo sfidante Raffaele Iovenitti, di area Pd, sostenuto dalla lista “Insieme si può”, che dopo un passato a sinistra si è ora votato al civismo anche con parti di destra. Candidato che però non può essere in questo caso ascritto al solo Biondi.

Infine Villa Sant’Angelo: qui non si è ricandidato il due volte sindaco Domenico Nardis, cugino di Biondi, che invece ha puntato per conservare la roccaforte del suo paese di origine sul vicesindaco Lucio Marinacci con la lista “Villa e Tussillo nel cuore”, e in continuità con l’amministrazione uscente. Dovrà vedersela con Vittoria Nardis della lista Rinascita e futuro e con Daniele Antonini della lista “Libere e liberi di Scegliere”. ft