L’AQUILA – Potrebbe bloccare anche la centrale a biomasse di Bazzano (L’Aquila), la moratoria approvata nell’ultima seduta dal Consiglio regionale abruzzese che sospende per 180 giorni l’iter autorizzativo delle centrali di potenza superiore a 1 megawatt (MW), oltre che per gli impianti fotovoltaici in zona agricola e quelli eolici, fino alla realizzazione del piano regionale sulle energie alternative.
Se, infatti, la decisione del Tar del prossimo 21 maggio dichiarasse illegittima l’autorizzazione unica dell’impianto aquilano di potenza 4.99 MW, infatti, la società realizzatrice Futuris dovrebbe procedere nuovamente con l’iter autorizzativo che, a quel punto, sarebbe bloccato per ulteriori 6 mesi.
“Se il giudice amministrativo dovesse giudicare validi tutti i titoli acquisiti dalla Futuris è chiaro che la centrale di Bazzano non rientrerebbe nella sospensione, che non è retroattiva – chiarisce ad AbruzzoWeb il consigliere regionale di Rifondazione, Maurizio Acerbo che ha presentato la richiesta di moratoria – In caso contrario, invece, subirebbe il blocco stabilito di 180 giorni”.
Scopo della moratoria, spiega ancora Acerbo, è quello di “evitare che i cittadini siano costretti a difendersi da interventi non inseriti in una pianificazione”.
“Le biomasse, come l’eolico e il fotovoltaico, hanno incentivi pubblici pagati con le bollette e proprio perché li paghiamo noi bisogna esigere regole di responsabilità ambientale e sociale”, prosegue.
Tra le problematiche legate alla nascita delle centrali a biomasse, secondo il consigliere comunista, c’è proprio quella del materiale legnoso a disposizione in regione che, stando ai piani di approvvigionamento del Corpo Forestale dello Stato, “non basterebbe ad alimentare le 14 centrali abruzzesi”.
“Ci si è accorti che c’erano troppe autorizzazioni per troppe centrali in Abruzzo – specifica – Solo nel Comune dell’Aquila ce ne sono tre, ad Aielli, Bazzano e Aragno, e si proponeva il problema dell’approvvigionamento. Solo con le centrali autorizzate a settembre in provincia dell’Aquila, l’Abruzzo avrebbe avuto bisogno di 500 mila tonnellate di legname, quando la produzione complessiva di tutta la regione è di 100 mila tonnellate”.
Il ricorso dei comitati di cittadini al tribunale amministrativo ha per oggetto l’autorizzazione unica regionale numero 109 del 30 agosto 2010, ed è stato presentato dal comitato civico La Terra dei fuochi di Monticchio, dall’associazione pro loco di Onna, e da privati cittadini rappresentati dagli avvocati Francesco Camerini, Marilena De Ciantis e Dario D’Alessandro.
I comitati, che il prossimo 21 maggio saranno presenti in tribunale con una manifestazione pacifica, chiedono di predisporre una verifica approfondita e definitiva della procedura che ha portato all’autorizzazione unica regionale e una nuova conferenza istituzionale alla quale saranno chiamati a partecipare anche il Parco Nazionale del Gran Sasso e quello del Sirente Velino, le Amministrazioni dei beni separati, la Asl, l’Arta e la Forestale.
A questo va aggiunta la posizione dell’azienda Futuris. Come ha dichiarato il suo esponente Cda Antonio Nidoli a questo giornale, qualora i provvedimenti politici o altre azioni contro la centrale causeranno “danni economici o di immagine, la società chiederà un rimborso come previsto dalla legge”.





