LANCIANO – “Una tragedia immane. Un evento nefasto che lascerà segni indelebili nella vita di due giovani genitori e che probabilmente, purtroppo, contrassegnerà le loro esistenze sine die. Una disgrazia la cui causa è da ricondurre quasi certamente alla famigerata sindrome della morte in culla. Perdere un figlio che aveva solamente 27 giorni di vita e che era in salute è un dramma nel dramma”. 

Sono queste le parole in una nota con cui il Consigliere regionale Leandro Bracco ha commentato ciò che è accaduto domenica mattina a Lanciano (Chieti), dove un neonato di neanche un mese di vita è stato trovato morto dai genitori nella culla in cui dormiva. 

“La mia più totale vicinanza non può che andare ai familiari del piccolo – prosegue Bracco – Ciò che si è verificato nella città frentana ha sconvolto un’intera comunità e annullato la vita di una madre e un padre. 

I primi esami effettuati sul corpicino del bimbo hanno escluso sia la morte violenta che lesioni riconducibili a cadute. 

Anche un possibile rigurgito non è stato preso in considerazione in quanto sul cuscino, sulle lenzuola e all’interno della culla non sono state rinvenute tracce di esso”. 

“Dunque – evidenzia l’esponente di Sinistra Italiana – si fa sempre più strada l’eventualità che a causare il decesso del neonato sia stata la maledetta Sids (Sudden infant death syndrome)”. 

“Da legislatore regionale il cui dovere è quello di fare solo ed esclusivamente gli interessi della collettività – rileva il consigliere – non posso esimermi dal ricordare che a metà maggio scorso ho presentato un progetto legislativo il cui scopo è quello di introdurre in Abruzzo l’utilizzo della culla di cartone. 

Culla di cartone che da quasi novant’anni a questa parte viene utilizzata in Finlandia e ha permesso al paese scandinavo di essere lo Stato numero uno al mondo nel quale muore il tasso più basso di neonati a causa della stessa funesta Sids (2,52 decessi ogni mille nati)”. 

“A oggi però – nota quindi Bracco – la mia proposta normativa si trova nei cassetti della Commissione competente a prendere polvere. Se il progetto di legge fosse stato discusso e approvato, la tragedia di Lanciano si sarebbe potuta evitare? 

In tutta onestà credo di no in quanto i tempi per dare attuazione a una norma non sono purtroppo celeri”.

“Nonostante ciò – dice ancora – chiedo formalmente a Silvio Paolucci e Marinella Sclocco, assessori rispettivamente alla Sanità e alle Politiche sociali, di sottoscrivere la mia proposta legislativa e fare in modo che essa possa diventare legge della Regione Abruzzo nel più breve tempo possibile”. 

“Quando si assiste al decesso di un figlio o di un familiare, ad esempio, per una grave malattia che non lascia scampo oppure a causa di una morte violenta, solamente la fede può aiutare a superare, seppur parzialmente, lo strazio della perdita”, prosegue nel discorso il consigliere regionale.

“Quando però, una tragedia si può evitare semplicemente prendendo spunto dall’esperienza maturata in decenni e decenni da una realtà terza, allora sono dell’opinione – conclude Leandro Bracco – che sia preciso dovere della classe dirigente attivarsi per rendere reale e concreto un servizio che altrove ha scongiurato negli anni la morte di centinaia di neonati”