L’AQUILA – La giornata di lavoro sonnolenta in commissione Bilancio è trascorsa senza sussulti con l’esame del progetto di legge numero 88, il cosiddetto “Milleproroghe”. 

“Pizzini che sono carta straccia in quanto non recepiti negli allegati e che tradiscono il malessere della Lega, che evidentemente ha pesato pochissimo in questo documento”. Il dito nella piaga lo infila l’ex assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci, prefigurando uno scenario fosco per la maggioranza che dovrà approvare, tra il 27 e il 28 dicembre, il bilancio di previsione 2020-2022.

Ieri il dibattito in commissione è entrato nel vivo con l’arrivo dei primi documenti “veri”, dopo lo sterile confronto sul Defr (il Documento economico finanziario) che ha prodotto solo critiche aspre all’assessore Guido Liris per la presunta carenza di strategia, come hanno sostenuto Pd e Movimento Cinque Stelle.

I revisori dei conti hanno diffuso il loro parere, ovviamente favorevole. Un documento che certifica il pareggio e gli equilibri finanziari necessari. Ma che dice, anche, che la Regione non potrà procedere a investimenti attraverso nuovo indebitamento, visto che la capacità esaminata è negativa.

Dunque bisognerà attingere da nuovi fondi (statali) o procedere con il meccanismo del project financing che, però, l’attuale giunta ha già contestato in relazione alla costruzione dei nuovi ospedali.

Bisognerà capire come la Lega cercherà di rientrare nella partita, viste le gravi tensioni dei giorni scorsi che avevano costretto la giunta a procedere a una doppia approvazione, molto criticata.

Paolucci, in una nota, è stato chiaro: “Non si dice nulla sull’edilizia sanitaria, non ci sono fondi in più per la politica dei trasporti, per l’erosione della costa, per il sociale (disabili ed anziani), per la piccola e media impresa. Insomma l’assenza di indirizzi e le divisioni interne alla maggioranza hanno prodotto un documento contabile che disperde le risorse, a causa di quella che suona come molto di più che una semplice diatriba interna alla Giunta.

Di questo clima è espressione il “bilancio scritto a mano”, che dopo il poltronificio, la promozione dei cartoni e della cioccolata è stata la nuova impresa della maggioranza di centrodestra, che in Giunta ha “arricchito” il documento con aggiunte dell’ultim’ora vergate a penna e lo ha votato due volte, per via delle divisioni che attraversano il centrodestra.

Pizzini che sono carta straccia in quanto non recepiti negli allegati e che tradiscono il malessere della Lega, che evidentemente ha pesato pochissimo in questo documento. Il centrosinistra presenterà emendamenti di merito per dare alcune risposte ai vuoti evidenti nonostante le risorse aggiuntive esistenti”.