L’AQUILA – A fine 2018 l’Abruzzo contava una popolazione di oltre un milione e 311 mila persone, contro le 315 mila ad inizio anno, con appena 8.937 nascite e 14.680 decessi, un trend negativo che si riconferma ogni anno e che parla di quasi 5 mila abruzzesi in meno. 

La popolazione diminuisce e invecchia, visto che le morti superano le nascite, così come nel 2017 quando la popolazione al primo gennaio era pari a 1.322.247 e al 31 dicembre è scesa al 1.315.196, con un saldo negativo di 7.051 persone, per un totale di 9.521 nascite e 15.484 decessi.

E’ quanto emerge dal Bilancio demografico 2018 dell’Istat che a livello nazionale certicifica come gli italiani scendono a poco più di 55 milioni, un declino demografico che si traduce nella scomparsa di una città grande come Palermo. 

All’appello mancano 677 mila persone: la diminuzione delle nascite nel 2018 è di oltre 18 mila unità rispetto al 2017 pari al -4%: sono stati iscritti in anagrafe per nascita solo 439.747 bambini, un nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.

Si tratta però di un dato solo parziale. Infatti, il calo demografico è rallentato solo dalla crescita degli stranieri: l’Istat rileva che negli ultimi quattro anni i nuovi cittadini per acquisizione della cittadinanza sono stati oltre 638 mila. Senza questo apporto, il calo degli italiani sarebbe stato intorno a 1 milione e 300 mila unità.

Un dato che ha contenuto le “perdite” anche in Abruzzo dove, nel 2018, i nuovi residenti provenienti da altri comuni erano 27.106, dall’estero 8.248, e quelli iscritti ai registri per altri motivi 2.183, per un totale di 37.537. Nel corso dell’anno hanno poi lasciato l’Abruzzo in 35.410, per un saldo complessivo di +2.127 persone.

In totale in Abruzzo gli stranieri residenti al 32 dicembre 2018 erano 89.298, l’1,7 per cento rispetto della percentuale nazionale, con una variazione del 2,5 per cento rispetto al 2016 e un’incidenza rispetto alla popolazione residenti totale pari al 6,8. Per quanto riguarda le nascite, il dato racconta che rappresentano il 10,5 per cento sul totale.

“La popolazione italiana – scrivono i ricercatori dell’Istat – ha da tempo perso la sua capacità di crescita per effetto della dinamica naturale, quella dovuta alla ‘sostituzione’ di chi muore con chi nasce. Nel corso del 2018 la differenza tra nati e morti (saldo naturale) è negativa e pari a -193 mila unità. Il saldo naturale della popolazione complessiva è negativo ovunque, tranne che nella Provincia di Bolzano”.