L’AQUILA – “Al sindaco Massimo Cialente voglio bene, ha un peso sulle spalle incredibile. Vive una situazione difficile ma lo fa con una partecipazione particolare”.

A parlare è Pier Luigi Bersani, il segretario del Partito democratico che ieri pomeriggio ha tagliato il nastro della nuova sede del Pd, in via Amleto Cencioni (Poggio del sole, palazzina C, piano terra. Quartiere Torretta).

Insieme a lui, il parlamentare Giovanni Lolli e Stefania Pezzopane, responsabile nazionale del Pd per la ricostruzione post terremoto.

“Se dovessimo governare noi – ha aggiunto Bersani – senza dubbio metteremo una postazione all’interno del governo che si occuperà dell’Aquila e della ricostruzione”.

Sempre sulla ricostruzione, Bersani ha poi commentato: “è stato tutto sbagliato. Se andrò al governo, bisognerà azzerare tutto. Il terremoto è stato gestito in maniera sbagliata da Berlusconi”.

Commentando la manovra pro-Fininvest inserita proprio da Berlusconi nella Finanziaria, ha detto: “Belrusconi è un magliaro, ci prova sempre”.

L’EUROPA

“Siamo europeisti, ma non gradisco il comportamento dell’Europa riguardo la crisi finanziaria, – ha detto È chi l’ha creata che deve pagare. Non ci piace questa Europa guidata dalle destre. La Grecia? Non è nei guai solo perché non aveva i bilanci a posto, ma anche perché gli è arrivato addosso, in un momento di debolezza, lo ‘tsunami’ della crisi finanziaria. La finanza deve pagare quel che ha provocato. Il debito in più di cui si stan caricando gli stati è provocato dalla finanza. Si mette una tassa europea sulle transizioni finanziarie e si deve usare per alleggerire il debito degli stati, altrimenti tutto ricade sullo stato sociale e sul lavoro”.

VENDOLA E LA SINISTRA

Bersani ha chiarito la sua posizione in merito alle dichiarazioni rese dal leader di Sinistra e libertà, Nicki Vendola, sabato scorso nel capoluogo.

Vendola aveva parlato di “una sinistra in grando di intercettare la domanda di cambiamento che viene dalla gente e non dalla politica ufficiale”.

“Io sono il segretario di un partito ostinatamente popolare – ha spiegato Bersani – però io non conosco molto bene la parola popolo, conosco la parola cittadini. Penso anch’io che ci sia stata una straordinaria prova di mobilitazione partecipazione, la politica deve dare una mano ai movimenti postivi deve sapere anche arrotolare le proprie bandiere, quando ci sono dei movimenti ai quali mttersi al servizio però io li vedo come movimenti di cittadini che hanno voglia di una riscossa civica e di essere protagonisti, perché noi dopo questi 15 anni dobbiamo un po’ rifare il punto del nostro meccanismo democratico”.

“Non cadiamo in idee di semplificazione – ha detto ancora Bersani – io ho sempre detto che se toccasse a me il mio nome sul simbolo non ce lo metto, non ce l’ha nessuno nelle democrazie del mondo, preferisco partire dai cittadini dalla loro responsabilità, da una loro consapevole partecipazione è un colettivo fra politica e cittadini che puo’ risolvere i problemi del Paese”.

ZONA FRANCA

Sulla zona franca Bersani non ha dubbi. “Una delle cose che si possono fare  – ha affermato – adesso vedo che l’hanno proposta per Lampedusa, benissimo, ma qui all’Aquila è da due anni che si è detto che occorre fare la zona franca, adesso a Lampedusa dicono di non pagare, invece qui le tasse si dovranno pagare a novembre”.

“Io dico sì alla zona franca – è la risposta del segretario Pd – ma occorre anche sbloccare un po’ di soldi per la ricostruzione, per mettere dentro qualche elemento di convenienza economica: crediti d’imposta, rendere convenienti gli insediamenti perché altrimenti si rischia l’assurdo che insediare un’attività economica all’Aquila è più costoso che altrove, credo quindi zona franca ma non solo, qualcosa di più si sarebbe dovuto già fare prima”.

LE CONTESTAZIONI

Intanto Bersani ha ricevuto anche qualche contestazione.

“Ricostruzione, Tav, Monnezza; voi con gli speculatori noi coi territori”.

Questo lo striscione che è stato srotolato davanti al segretario Pd da esponenti del comitato 3e32, dell’asilo occupato e di Casematte, che hanno gridato “Vergogna!”.

Il motivo? “Per la presa di posizione netta (forse l’unica) – scrivono in una nota – del Pd per la Tav, dalla parte dei grandi interessi, della militarizzazione dei territori, contro le comunità, per la devastazione della val di Susa”.

“Vergogna – scrivono gli insorti – anche per l’incapacità che dimostrano ogni giorno di più per la ricostruzione all’Aquila. Incapaci di fare opposizione contro il governo lasciandolo nelle mani dello stupro di Berlusconi e incapaci tramite il sindaco Pd Massimo Cialente, di tenere la schiena dritta e affrontare la ricostruzione sociale”.