MILANO – No alla sospensione del processo fino alle elezioni e no al rinvio dell’udienza di oggi per legittimo impedimento dell’ex premier a parteciparvi.

I giudici davanti ai quali si svolge il processo Ruby, riuniti per 4 ore, bocciano su tutta la linea le richieste della difesa di Silvio Berlusconi. Gli avvocati Niccolò Ghedini e Piero Longo avevano chiesto la sospensione del processo per motivi elettorali.

Oggi, nel giorno del processo sul cosiddetto caso Ruby, la marocchina Karima El Mahroug è arrivata al tribunale e ha preso posto all’interno dell’aula. Lungo piumino nero e stivali di pelo a tacco basso, la giovane marocchina, parte offesa nel procedimento per concussione e prostituzione minorile, è entrata in aula senza fermarsi a rilasciare dichiarazioni ai cronisti dopo aver baciato il fidanzato Luca Risso, limitandosi a farsi fotografare.

Immediata la richiesta degli avvocati difensori di Silvio Berlusconi ai giudici di sospendere le udienze per la durata della campagna elettorale. Valutare “dal punto di vista tecnico e di opportunità” la sospensione del processo Ruby, a carico di Silvio Berlusconi. Ghedini aveva richiamato da un lato “precedenti specifici” di casi analoghi in cui i giudici milanesi hanno ritenuto di rinviare i procedimenti “con sospensione della prescrizione” e dall’altro ha fatto notare che “per il capo della coalizione oggi è impossibile seguire lo svolgimento del procedimento” in regime di ‘par condicio’ dal momento che “i processi hanno una eco mediatica”.

Quanto alla richiesta di sospensiva del processo fino al 26 febbraio, dopo le elezioni, Ghedini ha riferito che, in passato, si è sempre ritenuto di accordarla dal momento in cui cominciano i comizi elettorali (in questo caso il 21 gennaio) o, a partire dal 2008, dal termine per la presentazione delle liste e quindi una settimana prima.

Bocciata, dunque, la richiesta dei difensori di Berlusconi: i giudici hanno dato ragione al Pm di Milano, Ilda Boccassini, che si era detta contraria alla sospensione del processo Ruby.

“Il processo non può essere sospeso per una campagna elettorale – ha detto Ilda Boccassini – Questa richieste non è una questione di diritto che si deve affrontare in Tribunale, ma è una questione di opportunità politica”. Secondo il pm Ilda Boccassini, Silvio Berlusconi “non è segretario del Pdl perché è Alfano nè, a quanto risulta dai media, candidato premier”.

La rappresentante dell’accusa, replicando alla richiesta di stop al processo Ruby, ha sottolineato che la riunione convocata per oggi da Alfano si svolge “nella sede privata di Berlusconi, a Palazzo Grazioli”.

Il fatto che Silvio Berlusconi non sia presente oggi nell’aula dove si celebra il processo Ruby è “una sua scelta personale” e non deriva da un legittimo impedimento. Così i giudici del tribunale di Milano hanno motivato il ‘no’ alla richiesta di rinviare l’udienza per legittimo impedimento dell’ex premier.

Secondo la difesa, Berlusconi non avrebbe potuto essere presente perché impegnato in una riunione dei coordinatori regionali convocata da Angelino Alfano a Palazzo Grazioli alle 11.30 di questa mattina. L’incontro aveva all’ordine del giorno la composizione delle liste elettorali.

Richiamandosi ad alcune sentenze della Corte Costituzionale e al principio di leale collaborazione tra le parti, il tribunale ha dato ragione all’accusa rappresentata dal pm, Ilda Boccassini, stabilendo che il processo deve andare avanti.

La marocchina Karima El Mahroug presente in aula non sarà comunque ascoltata. La difesa di Silvio Berlusconi al processo ‘Ruby’ ha infatti rinunciato a sentire la giovane marocchina come teste se anche il Pm è d’accordo. La difesa di Silvio Berlusconi “può rinunciare alla testimonianza” di Ruby nell’ambito del procedimento che vede l’ex premier imputato per concussione e prostituzione minorile “se la Procura riterrà di consentire al deposito dei verbali” delle dichiarazioni rese finora dalla giovane marocchina. Lo ha indicato in aula uno dei legali di Berlusconi, Nicolò Ghedini.

Ruby si è oggi presentata in aula per la prima volta.