L’AQUILA – Confusione e disorganizzazione.
Queste le parole che descrivono la situazione in cui si trovano le sedi ministeriali dei Beni culturali del post riforma Franceschini, che ne ha cambiato il volto e ridisegnato, sulla carta, gli assetti: a livello nazionale 18 musei hanno acquistato una speciale autonomia, sono sparite le direzioni regionali, è stata ridisegnata la mappa delle direzioni centrali e sono nati i poli museali regionali.
In Abruzzo la vecchia direzione regionale si è trasformata in “segretariato”, guidato da Antonio Gagliardo nel ruolo di vertice di segretario, in sostituzione del direttore generale ad interim Francesco Scoppola.
Ma la novità più importante è stata la nascita della nuova soprintendenza unica Archeologia, belle arti e paesaggio per la città dell’Aquila e i Comuni del “cratere”, con sede all’Aquila, istituita fino al 31 dicembre 2019.
A guidarla è Alessandra Vittorini, che ha formalmente assunto l’incarico ma ad oggi si trova senza dipendenti.
È infatti il ministero stesso che deve redigere gli organici per queste nuove strutture.
Una situazione delicata visto che la nuova soprintendenza è quella che deve gestire il complesso capitolo della ricostruzione e del restauro degli edifici danneggiati dal terremoto, con il pagamento delle ditte che stanno eseguendo i lavori.
Un settore che ha risentito già, per tutto il 2014, dei lunghi periodi di vacatio del vertice hanno portato numerose imprese a finire in crisi e a protestare davanti agli uffici.
Adesso la struttura è formalmente senza dipendenti, e si affianca a quella ‘tradizionale’ che si occuperà dei comuni extra “cratere”, affidata a Maria Giulia Picchione, soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici del Friuli Venezia.
Stando a quanto si è appreso, attualmente è il segretario regionale Gagliardo a occuparsi delle pratiche del cratere, per mandare avanti l’amministrazione ordinaria.
È ovvio che, in mancanza di certezze e di una strutturazione precisa delle nuove realtà, si creano intoppi e rallentamenti nelle procedure, a tutto svantaggio degli operatori impegnati nella ricostruzione.
C’è chi parla di un mese, chi invece afferma che non prima di settembre il ministero riuscirà a disegnare il quadro completo di tutti gli organici.
La riforma, infatti, è a livello nazionale, ciò significa che devono essere definite una miriade di uffici, con incarichi e competenze da assegnare.



