PESCARA – “Esistono momenti cruciali nei quali è necessario misurarsi, mettere insieme energie e sensibilità. Le difficoltà del momento presuppongono visione e pragmatismo che non sono alternativi, ma complementari. È quindi necessario riprendere iniziative, riscoprire identità e progettualità, è necessario immaginare e immaginarsi in nuovi contesti, proporre soluzioni altre rispetto a ciò che la ‘politica pigra’ predilige: lo stagno!”.

Ha esordito il coordinatore di Futur-A, Gianfranco Giuliante, presidente della Tua, la società di trasporto unico abruzzese ed ex assessore regionale, che due giorni fa ha dato il suo addio alla Lega, in cui era entrato nel 2017, dopo decenni di militanza nel centrodestra e in Forza Italia.

Giuliante, nel corso della presentazione, avvenuta questa mattina all’Aurum di Pescara, ha informato che sarà costituito, a breve, un think thank che si occuperà di redigere una serie di proposte per disegnare il futuro dell’Abruzzo. A guidarlo sarà il presidente emerito della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, definito “tecnico d’area”,coadiuvato da Gianluca Luminari, responsabile del Movimento Partite Iva Unite, da Giancarlo Silveri e da Pino Farchione.

Presenti numerosi amministratori e politici abruzzesi, dei consiglieri regionali Manuele Marcovecchio e Marianna Scoccia, che dopo l’uscita dall’Udc e il passaggio al gruppo misto avrebbe così trovato una nuova casa, dei vertici abruzzesi e del Gruppo del Comune di Pescara dell’UDC e di Abruzzo al Centro, formazione civica ispirata da Gianni Di Pangrazio e coordinata, tra gli altri, da Stirpe, anch’esso presente alla manifestazione.

Marcovecchio è uno dei 3 consiglieri su 10, insieme Simone Angelosante, ex sindaco Ovindoli, non riconfermato alle elezioni di ottobre,  e  Antonio Di Gianvittorio, che hanno lasciato la Lega in dissenso con lo “stile” di comando del segretario regionale, il deputato Luigi D’Eramo, per costituire il gruppo Valore Abruzzo. Lo stesso Giuliante, da tempo ai ferri corti con D’Eramo, ha demolito l’azione del partito in Abruzzo.

“FUTUR-A Confederazione Plurale” è stato spiegato nel corso della presentazione, “punta a confederare le migliori energie presenti in Abruzzo e che hanno a cuore il futuro della regione”.

“Si vivono le peculiarità del momento con un certo fastidio e i cambiamenti vengono guardati con sospetto! Si guarda lo scorrere dei giorni, uno dopo l’altro, non si è mai risolutivi, si vive alla giornata! I partiti – ha proseguito Giuliante – sempre più indeboliti rinunciano ad un vero dibattito civile, a misurarsi e confrontarsi anche, nel caso, a polemizzare per ridursi ad una scialba frequentazione in chat, ove ognuno recitando la parodia del leader e/o se stesso, cerca like scontati e manine plaudenti! Le difficoltà, le incertezze, i dubbi, la mancanza di visione paralizza il sistema Abruzzo, si è incapaci di intravedere passaggi comuni, mete possibili! La grande platea degli esclusi, dei non rappresentati attendono risposte, segnali che non arrivano o rischiano di arrivare troppo tardi rispetto alla disaffezione e al nichilismo già evidenziati con l’astensionismo”.

“È viceversa necessario soffermarsi sui cambiamenti, analizzarli, capirli, se si vuole entrare in sintonia con i territori, con gli amministratori tanto dei grandi quanto dei piccoli comuni, delle galassie civiche, dell’associazionismo, del volontariato, degli interessi economici (Partite Iva) e degli ‘ultimi’ che rischiano di essere stritolati dal momento difficile che stiamo vivendo. Le difficoltà del momento per chi ha visione possono essere trasformate in occasioni di ri-nascita. Lo stato di necessità impone risposte e soluzioni altre rispetto al passato, significa riscrivere la carta delle priorità, sfuggire all’aporia che finirebbe per condurci ad uno stato di definitiva immobilità e che finirebbe per popolare, oltre misura, il cimitero degli imbecilli in politica (il che potrebbe financo essere utile) se non si trascinasse dietro l’Abruzzo e i vari problemi irrisolti”.

“Mettere insieme energie e sensibilità diverse. La mission è chiara! Ma occorre molto lavoro per centrare l’obiettivo e soprattutto per rendersi interpreti credibili di ‘questo nuovo mondo’ che oramai da troppo tempo aspetta risposte”, ha concluso Giuliante.