AVEZZANO – “Anche l’acqua diventa renziana”: è il perentorio titolo di apertura del quotidiano La Verità, dedicato all’assegnazione della concessione della sorgente Sponga di Canistro (L’Aquila) al gruppo Norda, impresa che appartiene ai fratelli Pessina, titolari di marchi nazionali come la Sangemini, la Monticchio, e la Gaudianello, ed editori, tra l’altro, del quotidiano l’Unità.
Per il direttore responsabile, Maurizio Belpietro, che dedica alla vicenda il suo editoriale, l’assegnazione va interpretata come la conquista delle fonti di acqua minerale a opera di un gruppo vicino all’ex premier Matteo Renzi, e al Partito democratico, “tanto renziano da essere divenuto il principale azionista della rediviva Unità“, dopo che “il governatore della Regione Abruzzo indagato per corruzione, e del Partito democratico, aveva revocato la precedente concessione”.
Anche l’Unità riporta la notizia della vittoria del Gruppo Norda. Un gruppo, si evidenzia, “che può contare su un totale di oltre 26 fonti, costruito su 5 poli di eccellenza”.
Nell’articolo del quotidiano fondato da Antonio Gramsci si spiega, poi, che verrà costruito un nuovo stabilimento, in un’area messa a disposizione dal Comune, e si portano le parole del presidente di Norda, Massimo Pessina, in cui si assicura che “saranno riportati al lavoro più di 50 persone, con l’obiettivo di dare un grande impulso all’economia della zona e visibilità ad un’acqua minerale importante e preziosa”.
Ma l’aggressivo Belpietro fa le pulci anche a questo, in quanto “da nessuna parte si ricorda che il gruppo Norda ha a che fare con l’Unità, un dettaglio di poco conto”.
Belpietro riassume l’annosa vicenda della sorgente di Canistro, ovvero il contenzioso tra la Regione e il vecchio concessionario, l’imprenditore molisano Camillo Colella, a cui l’amministrazione ha revocato la concessione, e che ha partecipato, con la controllata Italiana Beverage, al nuovo bando.
Dopo aver perso la gara, Colella ha presentato istanza di accesso agli atti “per preparare il ricorso che sarà presentato all’atto dell’aggiudicazione definitiva della concessione se sarà superato il vaglio dell’ufficio Via”, mettendo già in dubbio i criteri adottati dalla commissione di gara, presieduta dalla dirigente Iris Flacco e denunciando, per l’ennesima volta, “le vessazioni e le ingiustizie subite dalla Regione, in particolare dal vice presidente Giovanni Lolli e dalla stessa dirigente Flacco”.
La Santa Croce è proprietaria dello stabilimento di Canistro, delle infrastrutture e dell’omonimo marchio di acqua minerale.
Belpietro passa poi a ripercorrere l’epopea imprenditoriale di Norda, che “trasformatasi nel frattempo in acque minerali d’Italia spa, controllata al 60 per cento da una fiduciaria, ha fatto incetta di marchi e bottiglie”, diventando il quarto gruppo italiano delle acque minerali, con 130 milioni di euro di fatturato”, grazie ai 1.150 miliardi di litri di acqua venduti nel 2015, imbottigliati in 8 stabilimenti, dove lavorano 400 dipendenti.
Questo, però, evidenzia maliziosamente Belpietro, “mentre i conti dell’Unità virano verso il rosso, con 400 mila euro di perdite al mese”.
Non va bene, assicura Belpietro, nemmeno “il settore tradizionale dei proprietari di Norda e l’Unità, ovvero le costruzioni”, visto che “ dopo un 2014 esplosivo ha dimezzato il fatturato, da 99 milioni a 59 milioni, con relativo assottigliamento degli utili, passati da 13 milioni a 631 mila euro”.
Anche se, ricorda Belpietro, ora la Norda fa incetta d’appalti, per esempio per il nuovo l’ospedale di La Spezia.
“Ci immaginiamo – conclude l’ex direttore di Libero e del Giornale – che nel 2017 anche nel ramo mattoni e affini le cose filino lisce come l’acqua e non come le copie. Con grande soddisfazione di Matteo Renzi, che ai suoi successi delle aziende tiene molto”.






