L’AQUILA – Sit in di protesta di Noi con Salvini Abruzzo domani davanti alla sede di Banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila) in difesa dei risparmiatori beffati dal decreto del governo salva banche.
“Il piccolo centro dell’aquilano è l’emblema dello scandalo causato dallo scellerato decreto Salva Banche, che ha consentito il salvataggio degli istituti di credito a spese dei risparmiatori – scrive il coordinatore comunale di Noi con Salvini Alfonso Magliocco – un intero comune in ginocchio per effetto dell’azzeramento delle azioni e l’annullamento delle obbligazioni subordinate”.
“Sono decisamente pochi i 100 milioni previsti dal Governo per il fondo di rimborso per i risparmiatori – aggiunge – Dal risarcimento peraltro sono esclusi gli azionisti, mentre per gli obbligazionisti sono previste procedure arbitrali costose e dall’esito incerto. La Lega invece aveva già proposto, in Legge di Stabilità, un fondo di solidarietà di 500 milioni per il ristoro integrale di azionisti e obbligazionisti”.
“Inoltre la Lega, insieme ad altre forze politiche, ha chiesto l’istituzione di una commissione parlamentare d‘inchiesta per accertare irregolarità e truffe commesse dai pessimi banchieri ed eventuali omissioni di vigilanza da parte di Bankitalia, nonchè individuare e punire i responsabili della mala gestio che ha condotto le banche sul lastrico”, conclude.
OGGI LA PROTESTA AD AREZZO
Intanto l’associazione vittime del salva banche ha organizzato per oggi un presidio davanti alla sede di Banca Etruria ad Arezzo.
All’incirca nelle stesse ore in cui i risparmiatori protestano davanti a Banca Etruria ad Arezzo, a Roma, davanti al Consiglio superiore della magistratura, si tiene l’audizione del procuratore aretino Roberto Rossi che indaga sull’istituto di credito e che dal 2013 è consulente dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio, incarico che scadrà alla fine dell’anno.
In attesa del decreto attuativo Nell’azzeramento di obbligazioni e azioni sono coinvolte 130 mila persone.
Per l’associazione è insufficiente il Fondo di solidarietà da 100 milioni di euro: c’è chi sottolinea che per dare un ‘ristoro’ ai risparmiatori privati, e non quelli istituzionali, ci vorrebbero almeno altri 270 milioni di euro e si attende di vedere se il decreto di attuazione del Fondo a gennaio potrà lasciare aperto qualche spiraglio.



