L’AQUILA – “Formuleremo richiesta di sequestro preventivo dei beni che è una forma cautelare per tutelare gli interessi di tutti i risparmiatori danneggiati”.
Lo annuncia l’avvocato del foro romano Vanna Pizzi, legale del comitato Difesa Risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila), all’indomani della notizia diffusa dal Sole 24 ore che vedrebbe indagata la stessa Banca Etruria all’interno dell’inchiesta della procura di Arezzo, in base alla legge sulla responsabilità giuridica.
A finire nel registro degli indagati sarebbero ora in otto, tra persone fisiche e giuridiche. Tra queste figurano l’ex presidente Lorenzo Rosi e l’ex componente del Cda Luciano Nataloni.
Sono migliaia i risparmiatori italiani e abruzzesi beffati dal salvataggio di Carichieti, Banca Etruria, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara attuato dal governo lo scorso 22 novembre.
All’Aquila, i soli azionisti e obbligazionisti delle due sedi di Banca Etruria di Pizzoli e del capoluogo sono oltre 1500.
Sono invece 728 i sottoscrittori chietini di obbligazioni subordinate e fra questi 42 hanno una esposizione importante.
Coinvolta nella vicenda delle obbligazioni subordinate anche la Confartigianato di Chieti che con il proprio Creditfidii ha perso circa 150 mila euro.
“Oggi si allunga l’elenco degli indagati – commenta l’avvocato – In base alle ultime notizie ci sono persone giuridiche oltre a persone fisiche e quindi delle società. A maggior ragione adesso è opportuno procedere a formulare l’istanza al pubblico ministero di sequestro cautelare dei beni. Se i fondi e i beni di banca Etruria sono confluiti della good bank e se ci fosse una responsabilità giuridica della società, chi è stato leso potrebbe aggredire i beni della persona giuridica che risulta indagata”.
“Questo permetterebbe a chi è stato danneggiato da una condotta criminosa di avere più probabilità di recuperare il denaro una volta terminato il procedimento – sottolinea la Pizzi – Il sequestro tuttavia deve intervenire velocemente quando si apre un’indagine a garanzia che non venga dismesso o utilizzato in altro modo il patrimonio. In tal modo i creditori a fine del procedimento avranno un patrimonio da poter aggredire per il ristoro dei danni”.
Aumenta intanto il numero degli iscritti al comitato di Pizzoli, primo nato in Italia, che sta raccogliendo sottoscrizioni anche da Lazio e Toscana.
I risparmiatori del piccolo comune aquilano hanno perso in totale circa 10 milioni di euro, secondo quanto affermato nei giorni scorsi dal primo cittadino, Gianni Anastasio.




