L’AQUILA- Ci sarà il 10 marzo ad Arezzo l’udienza preliminare del primo filone dell’inchiesta su Banca Etruria sull’ostacolo alla vigilanza.
Gli imputati sono gli ex vertici Giuseppe Fornasari, Luca Bronchi e Davide Canestri.
Lo rende noto l’avvocato Vanna Pizzi, legale del comitato Difesa risparmiatori Banca Etruria di Pizzoli (L’Aquila) che conta migliaia di risparmiatori beffati dal decreto salva banche.
Prende l’avvio l’iter processuale, dopo gli esposti dei risparmiatori di abruzzesi e di tutta Italia.
“Ora potranno costituirsi parte civile obbligazionisti e azionisti che si ritengono offesi o danneggiati relativamente a questo primo filone di indagini – afferma la Pizzi – La Procura è stata veloce nel fissare l’udienza dopo tre settimane dalla chiusura delle indagini, mentre non si può dire la stessa cosa per Cantone che ancora non ha reso noti i criteri relativi all’arbitrato tramite cui gli obbligazionisti possono ottenere i rimborsi”.
Sono circa 30 gli azionisti e obbligazionisti che hanno intenzione di costituirsi parte civile il 10 marzo ma, precisa l’avvocato Pizzi “è possibile che si uniscano altri risparmiatori da Toscana, Sicilia Calabria e Molise”.
Il comitato di Pizzoli, primo a costituirsi in Italia, ha radunato risparmiatori da ogni parte del Paese.
Sono migliaia gli azionisti e obbligazionisti abruzzesi beffati dal salvataggio delle 4 bad bank Banca Marche, Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e CariChieti attuato dal governo.
I decreti attuativi, infatti, erano attesi all’inizio di febbraio, ma martedì scorso il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha precisato che arriveranno almeno tra 15 giorni.
“I criteri non sono ancora noti : si dà priorità a quelli che hanno investito una grande fetta del proprio patrimonio in questi titoli e vengono completamente esclusi gli azionisti – spiega – Questo non è un criterio che rende giustizia ai risparmiatori a mio avviso. Le informazioni che dovevano essere trasferite ai risparmiatori erano manchevoli per tutti delle informazioni precise sullo stato di incrinamento patrimoniale dell’istituto, tanto è vero che altrimenti non sarebbe stato così sorprendente lo stato di crac della Banca Etruria stessa”.
“Siamo in attesa della chiusura delle ulteriori 3 indagini da parte della procura di Arezzo che saranno allo stesso modo o anche più importanti di questa per i risparmiatori”, conclude.



