ROMA – Le “vicende riguardanti l’asse ereditario della famiglia Torlonia” non hanno influenza “in alcun modo all’attuale assetto proprietario e all’operatività della Banca del Fucino” la quale ha firmato un’esclusiva con Banca Igea per l’ingresso nel capitale di soci della stessa Igea. 

Lo si legge in un comunicato dell’istituto romano di cui la famiglia Torlonia è azionista di maggioranza. 

Secondo quanto riportato dalla stampa fra i componenti della famiglia è in corso una lite giudiziaria sull’eredità con una serie di azioni giudiziarie fra cui un sequestro giudiziario di beni immobili e collezioni d’arte.

La Banca, che nei giorni scorsi si era ritirata dalle trattative con il gruppo Barents per un’operazione di ricapitalizzazione e integrazione rileva come con Igea stia trattando la definizione “nei tempi più celeri previsti dalla vigente normativa – un significativo ingresso nel capitale di Banca del Fucino di fondazioni bancarie, gruppi industriali di rilievo anche internazionale, imprese di servizi provenienti dalla compagine azionaria di Igea Banca”. 

“In parallelo, sono in corso di perfezionamento le attività propedeutiche ad una operazione di cartolarizzazione che consenta il deconsolidamento, da parte della stessa Banca del Fucino, dell’intero portafoglio dei crediti deteriorati”.

Banca Igea, specializzata in alcuni segmenti come i finanziamenti digitali o l’advisory nella finanza strutturata, ha la direzione generale a Roma ma radici e diffusione (quattro filiali) in Sicilia visto che la Igea finanziaria ha rilevato, qualche anno fa, la Popolare dell’Etna, finita in amministrazione straordinaria.

Il direttore generale è Francesco Maiolini, ex manager del Banco di Sicilia e poi di Banca Nuova (già Popolare Vicenza).

L’operazione dovrebbe prevedere l’ingresso nel capitale di Banca Fucino dei soci di Banca Igea che ne acquisirebbero la maggioranza. 

La famiglia Torlonia parteciperebbe comunque all’aumento di capitale da almeno 50 milioni di euro, resosi necessario dopo che nei mesi scorsi erano emersi rettifiche sui crediti (in parallelo infatti c’è l’operazione di cessione di 300 milioni di crediti deteriorati) mantenendo una quota. 

Fra gli azionisti di Banca Igea vi sono imprenditori siciliani ma anche diverse realtà come la Fondazione Banco di Sicilia, quella del Monte di Lombardia, fondi di investimento e casse di previdenza.