L’AQUILA – Sarà il centrodestra, lontano dal governo dell’Aquila fin dal 2007, a gestire la coda della ricostruzione post-terremoto 2009.
Con una clamorosa rimonta di 12 punti in due settimane, Pierluigi Biondi diventa, infatti, sindaco dell’Aquila conquistando 2 mila voti personali in più del primo turno; Americo Di Benedetto ne perde 4 mila e butta via una vittoria che, solo lambita dopo il 47% al primo turno, sembrava se non certa comunque molto probabile.
È questa la prima e impietosa analisi dei numeri del secondo turno che hanno decretato la sorprendente vittoria della coalizione di centrodestra.
Il “miracolo” è parso possibile fin dal primo exit poll che mostrava Biondi al 51% e l’altro al 49%. A mezzanotte e dieci i fuochi artificiali da Villa Sant’Angelo (L’Aquila), il paese che ha amministrato per due mandati, hanno decretato la vittoria ‘di popolo’, prima che fosse certificata 15 minuti prima dell’una.
Al termine dello scrutinio, con 81 sezioni su 81, Biondi ha conquistato il 53,52% su Adb, fermo al 46,48%.
Poi è cominciata la lunga notte della vittoria, con tutti gli esponenti di centrodestra increduli e commossi e la “salita” al municipio di palazzo Fibbioni, tra cori, canti e anche qualche saluto romano di troppo dalla “base”.
Il conto dei voti è di 16.410 contro 14.249 e nel dettaglio, rispetto alla prima tornata i voti in più di Biondi sono 2.268, mentre quelli in meno di Adb sono 4.026.
Altro dato da sottolineare è che, grossomodo, i votanti per i due poli sono stati gli stessi almeno in termini numerici, 32.417 al primo turno e 30.659 al secondo.
Un calo inferiore rispetto alla picchiata dell’affluenza di 16,95 punti percentuali, che indica che il centrodestra sia stato capace di portare più suoi simpatizzanti ai seggi.
Nessuna delle forze rimaste escluse ha dato indicazioni di voto e a quanto pare in larga parte i loro votanti, che esprimono comunque un 17% dell’elettorato, hanno preso in parola la non partecipazione e se ne sono andati al mare.
Peraltro, i civici di Carla Cimoroni e di Nicola Trifuoggi sono vicini al centrosinistra e avrebbero potuto fornire un contributo partendo dall’8% complessivo, sostanzialmente indifferente l’oscillazione di Giancarlo Silveri, vicino al centrodestra, passato dai colloqui con Biondi all’occhiolino ad Adb, e il silenzio di Casapound, il movimento di estrema destra di cui per anni Biondi è stato militante e per mesi candidato sindaco in pectore, prima della clamorosa rottura.
Tra gli altri elementi ha pagato anche la dinamica nazionale, che vede il centrodestra conquistare alcune piazze importanti come Genova e fare filotto in Abruzzo, conquistando anche Avezzano (L’Aquila), altro risultato clamoroso, e Martinsicuro (Teramo).





