L’AQUILA – “Se i balconi sono crollati perché è mancato il controllo sulle ditte esecutrici? Ma ne sono crollati due perché ci hanno messo dei pesi superiori a quelli che può supportare un normale balcone. Queste case sono state seguite anche personalmente da me, da Bertolaso, sono costruite molto bene, sono sicure non soltanto nei confronti di forti scosse di terremoto ma sono sicure per sé stesse, dureranno negli anni”.

Così Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia e presidente del Consiglio durante l’emergenza terremoto dell’Aquila, visitando oggi uno dei quartieri del Progetto C.a.s.e., l’insediamento abitativo che volle proprio quando era premier per dare un tetto agli sfollati del 2009, dove in passato alcuni balconi si sono staccati dalle facciate e gli alloggi di cui facevano parte sono stati evacuati.

“C’è una grande contentezza di chi le abita – ha aggiunto – che ancora manifesta a me ogni volta gratitudine, vicinanza, affetto, perché in meno di cinque mesi riuscimmo a costruire case in cui poterono entrare, trovando tutto arredato e addirittura i viveri per le prime due settimane, più di ventimila abruzzesi”.

“Perché nel Centro Italia non è stato seguito lo stesso modello emergenziale? Questo va domandato a chi si è succeduto al governo in questi anni”, ha risposto Berlusconi, “è una cosa veramente che addolora vedere ancora tanta gente che dopo tempi lunghi sia ancora in abitazioni non definitive che addirittura gli fanno patire il freddo e alcune sono addirittura non servite né di elettricità né di acqua”.

Berlusconi ha visitato il Progetto C.a.s.e. di Sant’Antonio, entrando in un appartamento dal quale si è anche affacciato dal balcone improvvisando un comizio di sostegno al candidato presidente della Regione Marco Marsilio.