L’AQUILA – Il tribunale del Riesame dell’Aquila ha restituito 18 milioni di euro alle tre ditte campane che eseguirono i lavori di costruzione di alcuni dei balconi crollati nel 2014 negli alloggi antisismici del progetto C.a.s.e. dell’Aquila, fondi di un appalto che erano stati sequestrati dal gip su richiesta del pm del capoluogo Roberta D’Avolio, dopo le indagini di Forestale e Finanza.

Una decisione clamorosa ma non del tutto inattesa, visti i precedenti, che, come riporta il quotidiano Il Centro, rischia di mandare all’aria una delle indagini più importanti nel post-terremoto, lo “scandalo balconi”, con 29 indagati per i quali il pm ha chiesto il processo.

Alla base dello stop, secondo quanto appreso, ci sarebbe il fatto che per il giudice presidente Carla Ciofani e il relatore Mario Cervellino non è stato provato che il crollo sia imputabile alle ditte che hanno fatto i lavori, ma alla poca manutenzione. Circostanza per la quale potrebbe cadere l’ipotesi di reato di truffa.

Inoltre, sempre secondo quanto si apprende, i 18 milioni non costituiscono il profitto delle aziende, ma il valore dell’appalto vinto da Futuraquila, società consortile costituita dalle tre imprese campane coinvolte per la realizzazione di uno dei 19 insediamenti abitativi realizzati dopo il terremoto del 6 aprile 2009 per sistemare oltre 16 mila sfollati in circa 4.500 appartamenti: il mega appalto della Protezione civile nazionale voluto dall’allora premier Silvio Berlusconi costato in tutto 1 miliardo di euro.

Le ditte interessate sono Iter Gestione e Appalti Spa, tra l’altro dal 2013 trasferita da Roma a Napoli con cambiamento di nome in Iterga Costruzioni Generali spa, Sled spa e Vitale Costruzioni srl.

Nel loro ricorso, i legali delle ditte avevano anche evidenziato come il sequestro di quella somma avrebbe potuto avere come conseguenza il licenziamento di centinaia di loro operai.

Ora si attende che il gup fissi l’udienza preliminare per i 29 accusati.

Il ricorso è stato redatto dai legali Luigi Cavalli, Fabio Cavalli, Angelo Colagrande, Ettore Stravini, Dario Visconti.