SCANNO – Finisce in manette Nunzio Pizzacalla, 34 anni, di Scanno (L’Aquila), caporal maggiore degli Alpini, arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma con l’accusa di sfruttamento della prostituzione minorile.
Le indagini sono state condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri di Scanno guidato dal colonnello Lorenzo Sabatino.
Da quanto emerso, Pizzacalla procurava clienti a due baby prostitute, due ragazzine di un liceo romano, e pubblicava le foto intime su un social network, ottenendo una percentuale sulle prestazioni sessuali. Le due minorenni con i soldi incassati riuscivano a comprare la droga. In arresto anche la mamma di una delle due ragazzine e due uomini, un commercialista e un disoccupato, che letteralmente gestivano il giro di clienti, beneficiando di una parte degli incassi e la droga che girava in casa a Roma, un appartamento ai Parioli preso in affitto dagli sfruttatori finito sotto sequestro.
Il costo delle prestazioni sessuali, tra i seicento e i mille euro a incontro.
A far scattare le indagini, la mamma della quattordicenne, (l’altra ha quindici anni), preoccupata per l’atteggiamento aggressivo della figlia e consapevole dell’uso di droga e della attività di prostituta che ormai aveva intrapreso, visti i tanti soldi che aveva in tasca.
Tra l’altro, a inchiodare il caporal maggiore dei carabinieri è stato un sms spedito a una delle due minorenni: “Bella descrizione, mi servono foto dove si vede tutto il corpo se hai anche sexy”. E ancora: “Mi servono le altre foto. Il video mi serve per vedere come ti sai muovere e presentare così domani se riesco a trovare un cliente so già come sei”.
Ma, secondo quanto riportato dall’edizione odierna del quotidiano Il centro, c’è molto di più nell’ordinanza con cui il gip Maddalena Cipriani ha accolto la richiesta di misura cautelare del procuratore aggiunto di Roma Maria Monteleone e del pubblico ministero Cristiana Macchiusi nei confronti delle persone accusate di aver organizzato il giro di prostituzione minorile.
Infatti, in questa storia tremenda spicca anche il consenso della madre di una delle due ragazzine, una barista del Prenestino che spingeva la figlia a procurarsi sempre più clienti, a patto che continuasse a studiare.
Arrestato pure un cliente, di mestiere commerciante, che ha avuto rapporti sessuali con una delle baby prostitute, filmandoli, e che l’ha addirittura ricattata chiedendole 1.500 euro.
Sempre secondo Il Centro, il telefonino della liceale è stato messo sotto controllo dagli investigatori e dagli sms si è capito che la minorenne, d’accordo con l’amichetta del cuore e con gli sfruttatori, accettava di postare le foto su Bakekaincontri e riceveva gli orari degli appuntamenti.





