AVEZZANO – 2La questione Micron, quale secondo sito industriale della Regione Abruzzo deve avere una priorità nell’agenda nazionale del Governo il quale deve intraprendere rapide azioni volte a garantire, oltre al livello occupazionale, anche un programma di salvaguardia del sito produttivo di Avezzano2.
E’ quanto afferma il senatore abruzzese del Pdl, Filippo Piccone.
“L’annuncio di settecento esuberi fatto dall’azienda – aggiunge Piccone – nell’incontro di mercoledi’ scorso a Roma davanti al Governo, ai sindacati ed alle istituzioni locali, ha creato non poche preoccupazioni sul territorio abruzzese”.
“Il Ministro delle Attivita’ produttive insieme al ministro dell’Economia hanno i mezzi per affrontare la questione, sottolinea il senatore abruzzese – tra le varie ipotesi non e’ da escludere, per esempio, il coinvolgimento del Ministero dell’Economia quale azionista della STMicroelectronis che rappresenta uno dei piu’ grandi produttori mondiali, presente in Italia, di componenti elettronici, (usati soprattutto nell’elettronica di consumo, e nel settore cosiddetto “industriale” come i sensori di movimento presenti nei tablet) con una produzione compatibile a quella effettua da Micron, conclude Piccone.
I SINDACATI: ”POSIZIONE AZIENDA INACCETTABILE”
I sindacati Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Failms della provincia dell’Aquila e i rappresentanti Rsu di stabilimento della Micron, in relazione alla vertenza relativo allo stabilimento di Avezzano (L’Aquila), “ritengono prioritario che il governo assuma decisioni di politiche industriali atte a sostenere il settore dei semiconduttori in Italia, partendo dalla vertenza della multinazionale americana nel sito abruzzese, vera realtà di eccellenza del settore anche grazie agli ingenti investimenti sul capitale umano fatti in passato”.
“Rispetto al percorso di ristrutturazione che Micron ha prospettato si evince come tale piano riguardi, in realtà, tutti i 1.624 dipendenti dello stabilimento avezzanese e non le sole 700 unità annunciate, pertanto la posizione aziendale va respinta con forza”.
“È intenzione della delegazione sindacale andare al tavolo di confronto con il governo e con l’azienda, con l’intenzione di discutere i seguenti punti: superare l’impostazione della monocommittenza/monoprodotto anche alla luce dell’imminente scomparsa di Aptina, grazie a una diversificazione del portafoglio prodotti così come è nelle capacità del sito; coinvolgere più soggetti industriali in grado di sfruttare sinergicamente la piena capacità produttiva di Fab9 e al contempo garantire una migliore e continua capacità di investimento ivi comprese realtà come Stm”.
Inoltre “creare un vero e proprio reparto di ricerca e sviluppo con annessa minilinea riprendendo così anche l’attività di ‘prototipizzazione’, recuperare le funzioni di vendita e marketing, mantenere i livelli occupazionali anche favorendo la mobilità interaziendale anche alla luce degli elevati livelli del know-how espressi dai dipendenti e creare percorsi formativi atti a massimizzare l’efficienza delle maestranze”.
La delegazione sindacale nei prossimi giorni inizierà un percorso di confronto con le istituzioni ai vari livelli allo scopo di mobilitare l’intera comunità regionale.
Sindacati e Rsu indiranno nei prossimi giorni le assemblee dei lavoratori per confrontarsi sulle proposte sindacali e per condividere i futuri percorsi di mobilitazione.



