L’AQUILA – “L’emendamento è stato introdotto in Senato e credo che sia facilmente ipotizzabile che la presentazione sia stata bipartisan e non escluderei la paternità del duo Legnini-Tancredi magari con la collaborazione di Letta e Marini come già accaduto per l’operazione Toto-Solvay a Bussi”.

È uno dei passaggi del comunicato stampa di Maurizio Acerbo (Prc), dopo l’aumento dei pedaggi autostradali decisi dal governo.

“La politica abruzzese e nazionale continua a lavorare al servizio di Toto – prosegue il consigliere regionale – Non solo Pd, Pdl e terzo polo tacciono sui continui rincari ma in Senato è stato inserito un comma ad personam nella legge di stabilità”.

Acerbo insiste spiegando che “mentre veniva votato questo provvedimento ovviamente Toto aumentava, come fa da anni, i pedaggi. Ora è facile immaginare che otterrà anche un allungamento della durata della concessione per continuare a mungere gli abruzzesi. Le inchieste giudiziarie – prosegue – hanno ampiamente dimostrato i legami tra il gruppo Toto, la politica e la pubblica amministrazione”.

“È francamente incredibile che norme di questo genere vengano inserite nella ‘legge di stabilità’ senza che vi sia stata alcuna informazione all’opinione pubblica – rincara Acerbo – Quando si votano emendamenti di questo tipo sarebbe doveroso fornire delucidazioni. D’altronde la privatizzazione delle autostrade, che alla faccia della concorrenza ha creato monopoli privati, è costellata di regali legislativi ai concessionari privati e di mancata vigilanza da parte di Anas e ministero”.

Acerbo chiude così: “Pochi sanno che grazie a una norma del 2009 targata Berlusconi ai gestori privati delle autostrade è stato concesso anche di eseguire i lavori ‘in house’. Praticamente Toto, per fare un esempio, può affidare direttamente alle sue imprese senza gara opere e lavori di manutenzione su cui poi si calcoleranno anche i pedaggi. È evidente che la subalternità della politica a un potente gruppo imprenditoriale la pagano i cittadini con i continui rincari”.