L’AQUILA – “Uno sgarbo di carattere istituzionale”.
Così il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, ha commentato la mancata partecipazione della Regione Abruzzo all’audizione alla Camera in commissione Ambiente sulla legge per la ricostruzione.
“Il nuovo presidente della Commissione speciale per la Ricostruzione Emilio Iampieri – ha aggiunto il deputato incontrando i cronisti – ha detto che il primo impegno della commissione era proprio quello della elaborazione della proposta di legge per la ricostruzione da presentare in Parlamento. Allora perché non sono venuti?”.
Quanto alla proposta di legge, dopo averne riepilogato i punti salienti, Lolli ha annunciato che “approderà in aula nel mese di aprile. Le leggi sono tre – ha spiegato – perché anche i Radicali e l’Udc hanno presentato testi simili a questo, bisognerà trovare una sintesi”.
Nel ribadire che il primo punto essenziale della legge sulla ricostruzione è lo stop alla gestione commissariale, Lolli ha ricordato quanto affermato ieri dal presidente di Confindustria L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue, che in una lettera provocatoria ha ipotizzato come soluzione allo stato di litigiosità della classe politica l’arrivo di un faraone illuminato.
“Il presidente – ha commentato Lolli – da Sulmona ci dice che in questa città, nella quale non so se per sbaglio gli è mai capitato di passare, abbiamo bisogno di un faraone. Non è così. In tutti i terremoti i problemi si risolvono con il funzionamento ordinario delle istituzioni”.
La legge andrà a concentrarsi su altre tre punti fondamentali: chiarimento sui rimborsi delle seconde case; attività economiche e modalità di restituzione delle tasse equiparato a Marche e Umbria; tassa di scopo che serve a finanziare la legge e alimentare un fondo nazionale per la prevenzione dai disastri.
Sul numero di firme raccolte per la presentazione, il parlamentare ha aggiunto che “durerà fino al 31 marzo, si sta raggiungendo la quota delle 50 mila, ma aspettiamo di contare le firme raccolte in tutta Italia”.
Presente alla conferenza stampa anche Luigi Fabiani, membro dell’assemblea permanente e presidente dell’Asm, che ha sottolineato il problema relativo alla ripresa degli adempimenti fiscali.
“C’è ancora una grande confusione – ha spiegato – Abbiamo chiesto di nuovo un incontro con Chiodi perché nel Milleproroghe, che ha rinviato a fine dicembre la denuncia dei redditi del 2008-2009, non ha risolto il problema. Le denunce dei redditi devono essere calendarizzate in ordino cronologico. In questo modo la denuncia dei redditi del 2010 la richiedono ora. Questo non va bene perché così non c’è la cosiddetta ripresa fiscale”. (e.m.)
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