L’AQUILA – Cresce la preoccupazione sull’ emergenza che si è creata da circa una settimana nella Asl 1 Avezzano-L’Aquila-Sulmon in seguito all’attacco hacker che ha messo fuori uso il sistema informatico causando disservizi e disagi nei servizi sanitari e si accende lo scontro politico, con le opposizioni di centrosinistra e M5S pronte a dare battaglia in Regione.

In particolare, il direttore generale della Asl provinciale dell’Aquila, Ferdinando Romano, non ha partecipato alla riunione della Commissione Sanità del Consiglio regionale, prevista nel pomeriggio. La riunione era stata chiesta dal presidente Leonardo D’Addazio, di FdI, e dal consigliere regionale del M5S Giorgio Fedele per fare il punto della situazione.

Romano ha inviato una nota al presidente della Commissione nella quale ha comunicato “l’impossibilità di partecipare ai lavori della Commissione” per “evidenti motivi di riservatezza, in coerenza con la decisione assunta dalla task-force di mantenere il massimo riserbo al fine di con compromettere gli sforzi posti in essere tempestivamente per il ripristino del servizio ai cittadini”.

L’assenza sta provocando polemiche e scontri politici. Secondo quanto si è appreso, non ci sono novità sui tempi di risoluzione della grave problematica sulla quale sta indagando la magistratura soprattutto alla luce della richiesta di riscatto da parte dei pirati informatici.

I lavori della commissione sono stati caratterizzati da scontri politici tra gli opposti schieramenti. In tal senso acceso il diverbio tra il capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia, e il capogruppo del M5S, Pietro Smargiassi. Il primo ha accusato il pentastellato di cavalcare scorrettamente a fini politici questa vicenda.

Tutti i consiglieri hanno preso unanime posizione della necessità di avere informazioni per poter dare un supporto concreto a tutela dalla salute di cittadini “alla luce dei molti servizi venuti meno a causa dell’attacco hacker”.

“L’esecutivo venga a riferire al più presto sul caos generato dall’hackeraggio della Asl 1 Avezzano-L’Aquila-Sulmona, illustrando in Commissione sia lo stato dell’arte sia come sia stato possibile un fatto di questa portata che sta creando pesanti disagi a comunità e utenza, mettendo a rischio dati ultra sensibili quali sono quelli in sanità”, il commento del capogruppo Pd Silvio Paolucci che con i consiglieri del Gruppo Pd Antonio Blasioli, Pierpaolo Pietrucci e Dino Pepe ha chiesto lumi sull’attacco informatico e sugli effetti su data base, utenza e lavoratori.

“Alla capigruppo di oggi abbiamo chiesto che l’assessore alla Sanità, il direttore D’Amario, il direttore della Asl1 vengano a riferire in Commissione lo stato dell’arte, non essendo stata possibile l’audizione prevista per oggi in V Commissione – aggiungono Paolucci, Blasioli, Pietrucci e Pepe – Un passaggio necessario per dare all’utenza le risposte urgenti che merita, a fronte della paralisi che l’attacco sta provocando in queste ore, insieme a disagi e violazione di diritti e soprattutto per assicurare quelle più urgenti da garantire. Quindi in primis bisogna capire come saranno assicurate le attività di prenotazione degli esami clinici, ma anche come Regione e Asl si regoleranno rispetto a tutto il personale nel gestire il lavoro, oltre che le prestazioni. Ci risulta che quello in forza alla Asl e collocato in smart working, attualmente non possa prestare la propria attività lavorativa e che addirittura quello dei servizi Cup sia stato posto in ferie forzate, ma che gravissimi disagi riguardano tutto l’organico interessato. Ci rendiamo conto che tale attacco sia un fatto gravissimo e inedito dal punto di vista operativo, servono spiegazioni anche per comprendere come sia potuto accadere, ma soprattutto quali attività siano poste in essere per risolvere il problema, sia per fare in modo che non si ripresenti, sia per tutelare l’utenza e le prestazioni in essere, oltre a verificare se ci siano coperture assicurative che prevedono situazioni simili e come potranno alleviare la situazione”.

I consiglieri Paolucci e l’aquilano Pietrucci hanno poi lasciato i lavori della Commissione Sanità per andare all’ospedale “San Salvatore” dell’aquila per “verificare dal vivo le drammatiche problematiche e per mostrare vicinanza ai medici e agli operatori”. I due dem in particolare hanno visitato il reparto di Oncologia incontrando il primario, Luciano Mutti, e scoprendo che è stata bloccata la radioterapia perché avviata da un sistema informatizzato.

“La situazione è molto grave, drammatica – attacca Pietrucci – Il tutto si sta consumando nella totale assenza della regione che non interviene su un problema devastante per la salute dei cittadini. Gli ospedali sono al collasso e nessuna istituzione, nessun rappresentante della maggioranza di centrodestra, si è presentato per rendersi conto della gravità della questione, portare conforto e supporto a medici ed operatori. Va detto a chiare note che la problematica è molto seria seria perché non è garantito il diritto alle cure e quindi bisogna intervenire immediatamente”.

Osservano il consigliere regionale Americo Di Benedetto, i consiglieri al Comune dell’Aquila de “Il Passo Possibile” Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Massimo Scimia e Alessandro Tomassoni e il presidente dell’Associazione civico-politica Fabrizio Ciccarelli: “La priorità ce l’hanno i servizi sanitari ai cittadini se la Asl, in questo momento, non è in grado di ripartire che sia la Regione, a nostro parere, ad assumersi la responsabilità di ricorrere al servizio privato locale, sia non convenzionato sia attraverso potenziali sforamenti dei budget di spesa con le strutture già accreditate, il tutto compatibilmente con le potenzialità degli stessi e considerando anche la possibilità di ricorrere alle altre Asl abruzzesi”.

“Incomprensibile, infine, il silenzio del sindaco Pierluigi Biondi che, è bene ricordarlo, è sempre il presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl della provincia dell’Aquila, quindi la massima autorità sanitaria cittadina”, concludono i rappresentanti di “Il Passo Possibile”.

“Alla capigruppo di oggi abbiamo chiesto che l’assessore alla Sanità, il direttore D’Amario, il direttore della Asl1 vengano a riferire in Commissione lo stato dell’arte, non essendo stata possibile l’audizione prevista per oggi in V Commissione – aggiungono Paolucci, Blasioli, Pietrucci e Pepe – Un passaggio necessario per dare all’utenza le risposte urgenti che merita, a fronte della paralisi che l’attacco sta provocando in queste ore, insieme a disagi e violazione di diritti e soprattutto per assicurare quelle più urgenti da garantire”.

“Quindi in primis bisogna capire come saranno assicurate le attività di prenotazione degli esami clinici, ma anche come Regione e Asl si regoleranno rispetto a tutto il personale nel gestire il lavoro, oltre che le prestazioni. Ci risulta che quello in forza alla Asl e collocato in smart working, attualmente non possa prestare la propria attività lavorativa e che addirittura quello dei servizi Cup sia stato posto in ferie forzate, ma che gravissimi disagi riguardano tutto l’organico interessato”.

“Ci rendiamo conto che tale attacco sia un fatto gravissimo e inedito dal punto di vista operativo, servono spiegazioni anche per comprendere come sia potuto accadere, ma soprattutto quali attività siano poste in essere per risolvere il problema, sia per fare in modo che non si ripresenti, sia per tutelare l’utenza e le prestazioni in essere, oltre a verificare se ci siano coperture assicurative che prevedono situazioni simili e come potranno alleviare la situazione”, concludono.