L’AQUILA – “La fine dell’Atletica leggera all’Aquila”. Così, secondo una mamma aquilana, Roberta De Zuani, va definita la delibera della Giunta comunale del capoluogo che fissa le nuove tariffe di ingresso alla pista di atletica di Piazza d’Armi, intitolata a Isaia Di Cesare.
La cittadina denuncia “un elevatissimo costo a ingresso mensile per ogni singolo atleta: 20/25 euro per un massimo di 4 ingressi settimanali”, inoltre a suo dire il provvedimento “impone orari incredibili per chi si occupa di sport” mentre “non una parola è spesa” per i diritti degli atleti “un folto e straordinario gruppo di atleti speciali, gli Special Olympics”, gli atleti diversamente abili che si dedicano allo sport.
Parole che trovano la replica dell’assessore allo Sport Emanuela Iorio, per la quale, come scrive su Facebook, “il tariffario allegato alla delibera è tra i più bassi in Italia a parità di prestazioni tecniche, e facendo bene i conti, un ragazzo per allenarsi tutti i giorni costa alla società di appartenenza circa 15 euro, 80 centesimi al giorno. Inoltre – ricorda – un diversamente abile, tanto per rispondere alla signora, paga alla sua società 15 euro mensili, usufruendo gratis dell’impianto! Dov’è la discriminazione?”.
Sul tema intende parlare anche la società Asd Sam, che gestisce attualmente l’impianto, con un affidamento temporaneo dal novembre 2014 prorogato di volta in volta in attesa della gara per l’affidamento decennale: tema su cui la Iorio ha avuto un diverbio con il consigliere del Nuovo centro destra Alessandro Piccinini.
“In relazione alle numerose polemiche di questi giorni che riguardano la gestione è convocata una conferenza stampa per il giorno lunedì 9 alle ore 15 presso l’impianto stesso. La Asd Sam L’Aquila, che si è vista coinvolta a tutto campo screditata e diffamata da dichiarazioni mendaci – spiega l’esponente Paola Federici – intende informare gli organi di stampa e la cittadinanza sulle reali condizioni e situazioni dell’impianto e sulle tariffe reali applicate”.
MAMMA AQUILANA: “E’ LA FINE DELL’ATLETICA”
Sono una madre. Sono una cittadina di questa nostra meravigliosa, ferita e amata città e sono indignata.
Ho sotto gli occhi il verbale della delibera della Giunta comunale dell’8 aprile 2016 firmato dal nostro sindaco e da otto assessori, tra cui quello allo Sport, alla Cultura, alle Politiche Sociali, che decreta la fine dell’Atletica leggera all’Aquila.
L’Impianto sportivo “Isaia Di Cesare”, ricostruito al posto del vecchio campo di Piazza d’Armi, ridonato alla città dopo il sisma nel 2014, aveva rappresentato un vero regalo per i tanti giovani atleti che nella loro vita avevano fatto una scelta difficile, quella di preferire uno sport autentico, genuino, fatto di sacrifici e di rinunce, uno sport come tutti gli altri, certo, ma meno evidente, meno alla ribalta.
Mio figlio, classe 2000, aveva 10 anni quando, grazie a una gara organizzata dall’Atletica L’Aquila, ha scoperto questa sua grande passione. Insieme a tanti altri ragazzi come lui ha percorso tutta la strada irta di difficoltà che ha vissuto lo sport in questa città dove ogni cosa andava ricostruita.
Ha respirato un’aria sana, intrisa anche dalla caparbietà e dalla voglia di andare avanti del suo allenatore, Corrado Fischione, che ha sempre creduto che la forza di una città si dovesse misurare sul cuore di chi decide di dedicare la propria vita agli altri, nella convinzione che lo sport possa essere il vero motore della vera ricostruzione, quella delle anime e di quei legami che creano, quelli sì, il senso di appartenenza ad una città ed al suo territorio.
Con tanta fiducia, tutti i giovani atleti dell’Atletica L’Aquila, hanno atteso di poter nuovamente allenarsi nel loro spazio, quello destinato all’atletica, l’Impianto “Isaia Di Cesare”.
Ebbene quel tempo è arrivato, ma è anche, dolorosamente, giunto a un punto di non ritorno.
Lo spazio dei giovani della nostra città avrebbe dovuto essere amministrato dal Comune, come sarebbe stato giusto, e questo non è stato. È stato affidato a una società privata che per un certo periodo, applicando una tariffa condivisa con le società di atletica, ha gestito il campo ma, probabilmente a buon diritto, non sentendo alcun obbligo morale verso il senso e il ruolo di quello spazio, creato apposta per l’atletica ed unico nella realtà cittadina.
E così i nostri ragazzi si sono allenati, anche senza illuminazione sul campo, nei lunghi mesi invernali e siamo arrivati ad aprile.
Questa nuova delibera porta l’Atletica aquilana al collasso: le nuove tariffe stabilite prevedono un elevatissimo costo a ingresso mensile per ogni singolo atleta: 20/25 € per un massimo di 4 ingressi settimanali.
Con cifre simili la Società Atletica L’Aquila dovrebbe arrivare a pagare al gestore 1.500/2.000€ mensili, una cifra improponibile per qualsiasi società sportiva dilettantistica senza fini di lucro.
Ma questo non è ancora niente. A fronte di tale pagamento la delibera impone orari incredibili per chi si occupa di sport e per chi, come molte famiglie di questa città, si trova a dover risiedere nei luoghi più disparati e a dover affrontare ogni giorno continui spostamenti: sono solo poche le ore della giornata quelle destinate all’apertura del campo, che dal lunedì al venerdì dovrebbe vedere i nostri atleti prepararsi alle gare in orari incompatibili con l’attività sportiva sia d’estate che d’inverno.
Se non bastasse il campo resta aperto solo due sabati al mese e mai la domenica, giorni nei quali ragazzi in età scolare potrebbero praticare meglio il loro allenamento.
E arriviamo al punto più dolente.
Esiste un folto e straordinario gruppo di atleti speciali, gli Special Olympics, ragazzi che possono insegnare a chiunque cosa significhi amare la vita e combattere per godere di ogni suo straordinario momento, di ogni sua piccola opportunità, malgrado le difficoltà, malgrado gli ostacoli, malgrado tutto e tutti. Anche e soprattutto per loro quello spazio è una risorsa di comunione, di amicizia, di appartenenza.
Ebbene non una parola in quella Delibera è spesa per loro e per i loro diritti, la cui osservanza è il solo argomento che distingue ciò che è civiltà da ciò che non lo è.
Il campo di atletica deve essere disponibile a tutti i suoi atleti tutto il giorno e tutti i giorni della settimana, compresa la domenica.
Questo è il dovere della Politica di una città, questo il senso stesso della Politica: far sì che i suoi figli, tutti i suoi figli, possano godere liberamente e pienamente dei propri diritti.
Venir meno a tale dovere significa aver dimenticato qual è il valore altissimo e profondissimo della politica, significa non aver compreso ciò che differenzia una politica basata sull’uomo da una politica basata solo sull’interesse.
Roberta De Zuani
IORIO: “LE TARIFFE PIU’ BASSE D’ITALIA”
La signora afferma che la mia delibera crea dei problemi alle associazioni di atletica. Il tariffario allegato alla delibera è tra i più bassi in Italia a parità di prestazioni tecniche e, facendo bene i conti, un ragazzo per allenarsi tutti i giorni costa alla società di appartenenza circa 15 euro, 80 centesimi al giorno.
Inoltre, un diversamente abile, tanto per rispondere alla signora, paga alla sua società 15 euro mensili, usufruendo gratis dell’impianto! Dov’è la discriminazione? Un genitore che paga circa 40 euro alla società sportiva di appartenenza, deve sapere che la stessa società spende circa 15 euro per usufruire di un impianto costosissimo!
Non richiami la signora le politiche sociali, tanto abbiamo fatto e stiamo facendo! Lo Special Olympics è e sarà una priorità per questa e, mi auguro, le prossime amministrazioni! È nato solo da pochi anni, ma tanto fa per i ragazzi speciali e tanta considerazione riceve dalla mia amministrazione.
Vi prego di chiedere allo stimatissimo prof Guido Grecchi! Ricordo in ogni caso che, per chiarire meglio ogni aspetto della convenzione futura, ho chiesto la convocazione della terza commissione, dove avremo modo di chiarire i diversi aspetti e recepire ogni suggerimento valido, nello spirito che caratterizza l’agire di ognuno di noi.
Certo è che gratis non si può mantenere nulla, dobbiamo capirlo tutti, anche chi crede di continuare come nel passato. Non è più possibile, e le cronache economiche del nostro Comune ce lo suggeriscono, purtroppo!






