TERAMO – “La priorità del mio mandato sarà quella della ricostruzione post sisma 2016 del patrimonio abitativo. Con un obiettivo ambizioso ma alla portata: restituire ai cittadini tutti e 400 gli appartamenti ora inagibili, di cui 300 sono a Teramo, entro cinque anni”.
In carica da novembre, nell’intervista ad Abruzzoweb, il presidente dell’Ater, il 46enne consulente aziendale Alfredo Grotta, si presenta subito con un preciso impegno. Nell’ente che si occupa di case popolari, prendendo il posto di Maria Ceci, ha del resto già portato con sé, nominato in quota Fratelli d’Italia, l’esperienza maturata in otto anni all’interno del cda di Ruzzo Reti. Nel consiglio di amministrazione, oltre a Grotta, sono entrate anche l’imprenditrice Francesca Persia, espressione della Lega, e l’avvocato Camillo Graziano, presidente della Croce Bianca, rappresentante della componente di opposizione. Grotta è anche responsabile della Fondazione Einaudi per l’Abruzzo.
Tra le primissime misure messe in campo da Grotta la costituzione della Task force della ricostruzione, una nuova unità operativa che, distinta per ciascun edificio e composta da professionisti esterni, potrà imprimere un’accelerazione decisiva alla ricostruzione degli immobili Ater danneggiati dal terremoto del 2o16.
La Task force, della quale i costi non graveranno sul bilancio dell’Ater, ma troveranno copertura finanziaria nei fondi per la ricostruzione post-sisma, si avvarrà di professionisti esterni, ai quali saranno affidate le funzioni di responsabile della ricostruzione, responsabile del progetto (Rup), supporto ai rup, progettazione (preliminare, definitiva ed esecutiva), direzione lavori e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, collaudi statici e tecnico-amministrativi, supporto amministrativo, legale e finanziario, inclusa la rendicontazione e la gestione dei fondi.
Entro il mese di gennaio, saranno resi noti sul sito ufficiale dell’Ater i criteri per la selezione dei professionisti esterni, che saranno poi chiamati a far parte della Task Force.
Quella della task force è una idea fortemente innovativa che ho condiviso con il commissario alla ricostruzione Guido Castelli, con il direttore dell’Ufficio speciale ricostruzione Vincenzo Rivera e con il dirigente Piergiorgio Tittarelli, al sfruttare le potenzialità offerte dal nuovo Codice degli appalti, a cominciare dalla possibilità per noi fondamentale di utilizzare rup esterni, la possibilità di utilizzare anche somme prese proprio dai quadri economici dei singoli interventi per poter integrare le professionalità dell’Ater. Va ricordato infatti che l’ufficio tecnico dell’Ater di Teramo ha solo un ingegnere e un architetto che non possono certo far fronte ai cantieri della ricostruzione e riqualificazione”.
Per centrare l’obiettivo della completa ricostruzione, entra ancor di più nel dettaglio Grotta, “dovremo essere bravi ad affidare tutti i lavori nei prossimi tre anni, in molti casi si tratterà di demolizione e ricostruzione, e in questi casi i cantieri durano circa due anni. Sarà importante anche per la sostenibilità economica dell’Ater, che da anni non può più riscuotere gli affitti da questi appartamenti inagibili. Ovviamente per l’intero territorio provinciale dovremo poi mettere in campo interventi di miglioria ed efficientamento energetico di un patrimonio abitativo molto vecchio e che necessita comunque di urgente ammodernamento. Importante sarà ad esempio la sostituzione delle caldaie”.
Grotta poi evidenzia che a Teramo, come altrove, purtroppo la domanda di case popolari supera di gran lunga l’offerta.
“Per aumentare la disponibilità abbiamo intanto programmato una serie di sopralluoghi su alloggi che abbiamo nella nostra disponibilità, per verificare se sono usufruibili immediatamente oppure necessitano di interventi di riammodernamento e riqualificazione, E’ già operativo un tavolo di coordinamento insediato al Comune di Teramo, dove partecipano anche associazioni che si occupano di questo tema, abbiamo fatto una riunione un paio di settimane fa, ne faremo un’altra a marzo anche per monitorare lo stato di avanzamento. Già in questo modo daremo risposte importanti, che ovviamente non vanno a soddisfare tutta l’esigenza che è altissima, rispetto all’emergenza abitativa, però sicuramente sarà una grande boccata di ossigeno”.
Infine le risorse necessarie per questa grande opera di ricostruzione e riqualificazione: gli occhi sono puntati sul Pnrr, un cui asse è riservato all’edilizia residenziale pubblica e mette a disposizione 1,3 miliardi.
“Non è ancora uscito il decreto attuativo ma ci stiamo già preparando per cogliere questa grande opportunità. La misura va a compensare il vuoto lasciato dal forte ridimensionamento del bonus 110%, e non sarà però così vantaggioso, dalle prime indiscrezioni i fondi saranno erogati a rendiconto, quindi dovranno essere stanziate delle somme internamente, e ci stiamo già muovendo per cercare un istituto di credito che supporti l’Ater”.






