PESCARA – Il movimento delle famiglie assegnatarie Mia Casa d’Abruzzo ha indirizzato una lettera ai presidenti di Giunta, Gianni Chiodi, e di tutti i gruppi consiliari, nella quale si chiede di ritirare due progetti di legge n. 428/12 di iniziativa della Giunta regionale e n. 378/12 del Partito democratico che stabiliscono criteri nuovi per il calcolo dei canoni e per la vendita degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
“I due progetti di legge – sostengono da Mia Casa d’Abruzzo – sono copiati rispettivamente dalla Regione Lombardia e da altre Regioni del Nord Italia e mirano ad aumentare le entrate, senza tagliare e ridurre le uscite, le spese inutili e gli sprechi degli enti e delle strutture di gestione, per ‘coprire e sanare’ i debiti delle 5 Ater e dei Comuni ‘poco virtuosi’ della Regione Abruzzo”.
Per il Movimento guidato da Pio Rapagnà, inoltre, le due proposte di legge stabiliscono “senza averne titolo e competenza legislativa, di procedere alla urgente vendita, seguendo l’orientamento dei prezzi del mercato privato e speculativo, di una parte fondamentale dei circa 23.000 alloggi popolari ed ex-Gescal, con atti legislativi e deliberazioni unilaterali di dubbia validità giuridica e amministrativa, che verranno inevitabilmente impugnati davanti alla Corte Costituzionale”.
A politici e amministratori abruzzesi si chiede di assumersi “la responsabilità della situazione in cui versa l’edilizia popolare della Regione” costruita, secondo Mia Casa, “in gran parte senza regole di sicurezza ed in zone ad alto e altissimo rischio sismico e idrogeologico. Quindi, di procedere a una riforma delle 5 Ater della Regione oppure al loro scioglimento, lasciando che resti in vigore la Legge Quadro Regionale n. 96 del 1996”





