L’AQUILA – “In questo anno tanto è stato fatto, molto resta da fare per quelli a venire, per concludere la ricostruzione degli immobili danneggiati dal sisma 2009 e da quello del 2016, per le manutenzioni e l’efficientamento energetico, nella consapevolezza che il patrimonio abitativo che abbiamo a disposizione non è sufficiente a far fronte alla domanda soprattutto nei grandi centri”.

In carica da novembre 2024, il commercialista avezzanese 44enne, Quintino Antidormi, nell’intervista ad Abruzzoweb, traccia un bilancio del suo primo anno alla guida dell’Azienda territoriale edilizia residenziale (Ater) della Provincia dell’Aquila. Ente regionale che deve gestire ben 4.800 appartamenti, per garantire il diritto alla casa a oltre 14mila persone in difficoltà economiche, e che non avrebbero altre alternative nel mercato immobiliare.

L’Ater dove Antidormi è affiancato nel giovane cda dai consiglieri Luca Rocci, 36 anni, e Angela Marcanio, 37 anni, ha approvato il bilancio che registra il pareggio economico con un incremento delle risorse destinate alla manutenzione ordinaria rispetto al 2025 pari a 140.000 euro, per un totale complessivo di 580.000 euro, mentre per le manutenzioni straordinarie vanno 484.270 euro. Ricavi che rimangono invariati rispetto al 2025 e si attestano a 5.129.000 euro.

Intanto una buona notizia è l’approvazione definitiva e imminente alla Camera dell’emendamento alla Finanziaria, grazie all’impegno del senatore di Fdi Guido Liris, con cui la fine del superbonus sisma, che scade a fine anno, sarà compensato da un incremento integrativo al contributo per la ricostruzione, sia per il cratere 2009 che per quello del 2016, con una copertura nel primo caso di 215 milioni di euro, che consentirà in ogni caso procedere con i lavori aggiuntivi rispetto a quelli previsti dal progetto di ricostruzione in termini di ulteriore sicurezza sismica e migliorie energetiche. Una partita che riguarda da vicino anche l’Ater aquilana, che ha molti cantieri ancora in itinere a valere sul superbonus. Sottolinea a questo proposito Antidormi, “la misura approvata è anche migliore della mera proroga di un anno del superbonus, perché ora non ci sarà più il credito d’imposta, ma semplicemente un aumento del contributo e tutto sarà più snello e agevole”.

Tra le priorità Antidormi indica poi il contrasto alla morosità e l’accelerazione della riqualificazione del patrimonio edilizio, la chiusura dei cantieri del Pnrr, perché spiega, “abbiamo aumentato le spese per la manutenzione sia ordinaria che straordinaria proprio perché siamo un’azienda che non vive di trasferimenti pubblici ma di risorse proprie, ovvero con i ricavi che annualmente incassiamo da parte dei nostri inquilini”.

E assicura, “il nuovo cda e tutta l’azienda sono ora a pieno regime, e questo è importante se pensiamo all’enorme lavoro che ci sarà da fare, anche nei prossimi anni”.

Quintino Antidormi, partiamo dall’attualità: è appena arrivato il tanto atteso emendamento sul superbonus, cosa significa questo per l’Ater?

E’ una misura che riguarda molto da vicino la nostra azienda, sia per quanto riguarda il sisma 2009 che quello del 2016: abbiamo molti immobili ancora da ricostruire che da molto tempo sono fermi, parliamo di un monte lavori di 16 milioni di euro per il cratere 2016 e  circa 20 milioni di euro per il 2009. Ora di fatto abbiamo la certezza di risorse aggiuntive rispetto a quelle che erano già state messe a disposizione dagli Uffici speciali della ricostruzione, e assieme ai sindaci si potrà procedere con la nuova programmazione. Inoltre, è stato opportuno chiudere il capitolo del superbonus, perché con esso si parlava di crediti d’imposta, c’era l’inserimento in questo ambito delle banche, mentre in questo caso con l’emendamento si parla di risorse direttamente stanziate

A proposito di terremoto, quanto del patrimonio abitativo dell’Ater va ancora ricostruito?

E’ questa una delle nostre priorità, facciamo di tutto per accelerare i tempi. Nei giorni scorsi siamo stati all’apertura del cantiere di Lecce dei Marsi, da 8,3 milioni di euro, per 45 alloggi distribuiti su 8 palazzine. Poi abbiamo i cantieri in partenza nei comune di Ovindoli, di Cagnano Amiterno, di Campotosto e di Bugnara. C’è comunque ancora molto da ricostruire soprattutto nel territorio dell’Aquila, per lavori da circa 20 milioni di euro.

Quali i punti salienti del bilancio appena approvato?

E’ in linea con quello che è stato l’andamento dello scorso anno, abbiamo ricavi che si attestano più o meno a 5,1 milioni di euro, abbiamo aumentato le spese per la manutenzione sia ordinaria e straordinaria, perché noi siamo un’azienda che non vive di trasferimenti pubblici, ma di risorse proprie, con i ricavi che annualmente  incassiamo dagli inquilini.

Per quanto riguarda la morosità, problema che affligge tutti gli enti che si occupano di case popolari?

E’ un altro obiettivo prioritario, ad oggi il tasso è stabile intorno al 19%, e ridurlo progressivamente ci permetterà di avere maggiore risorse e operatività. Innanzitutto è stata avviata un’attività di sollecito da parte dei nostri uffici, relativamente ai canoni arretrati e molto spesso anche per quello che riguarda le spese condominiali. In bilancio c’è un capitolo che riguarda le risorse per  le azioni legali attraverso un pool di avvocati. Il messaggio che dobbiamo dare è quello di pagare ciò che è dovuto, per il bene di un ente che deve garantire il diritto alla casa.

Altre criticità dell’ente che lei ha trovato che vanno comunque affrontate? 

Una delle criticità che oggi abbiamo dovuto affrontare, ma di cui finalmente vediamo la luce è relativa alla tempistica molto stretta per terminare i lavori finanziati dal  Pnrr, e questo ci è costato uno scostamento economico in base alla programmazione fatta precedentemente, ovvero abbiamo dovuto investire risorse proprie per chiudere i cantieri. Per fortuna molti cantieri sono stati già conclusi, ad Avezzano, a Castel di Sangro, e a brevissimo ad Ovindoli e Trasacco.

Ma sono sufficienti le case popolari rispetto alla domanda, e alle persone in difficoltà?

No, non sono sufficienti, in particolare nei centri più popolosi, ovvero L’Aquila, Avezzano e   Sulmona, dove si registra purtroppo una emergenza abitativa. Diverso è il discorso nei piccoli centri, dove la situazione riesce ad essere sotto controllo. A maggior ragione stiamo moltiplicando gli sforzi per ampliare e ristrutturare il nostro patrimonio edilizio, attraverso anche nuove forme di finanziamento che il governo nazionale ha messo a disposizione.

Quale è invece la situazione per le manutenzioni?

Sono uscite finalmente le linee guida del ‘conto termico 3.0’, canale di finanziamento che ci permetterà di efficientare e di intervenire in maniera importante su molti immobili che da troppo tempo non erano oggetto di manutenzione. Come detto abbiamo messo ulteriori risorse in bilancio per questo fine. Ne va della qualità abitativa per i nostri inquilini, ma nello stesso tempo impatta sulla morosità, perché consente una riduzione dei costi delle bollette e delle utenze, e a caduta si libereranno risorse per ulteriori interventi.

 Infine, presidente, come stanno funzionando il cda e la macchina aziendale?

C’è stata una fase di rodaggio, ora siamo a pieno regime e questo è importante perché anche nei prossimi anni dovremo mettere in campo il massimo dell’efficienza, c’è tanto lavoro da fare e tanti cantieri da aprire e poi chiudere.