L’AQUILA – Gli effetti del terremoto continuano a farsi sentire sull’Università dell’Aquila, che secondo la classifica degli Atenei statali precipita al 47esimo posto con 357,9 punti secondo lo studio realizzato dal quotidiano Il sole 24 ore. Dietro agli atenei di Chieti e Pescara (39esima posizione con 415, 8 punti) ma ancora davanti a quello di Teramo (53esimo con 328,1 punti).

Una perdita di posizioni, solo nel 2009 era tra i primi dieci atenei italiani, legata a diversi fattori, tra cui carenza di fondi, calo di iscrizioni e altri parametri come il grado di attrattività dell’università (dove L’Aquila si colloca al secondo posto dietro Ferrara), dispersione degli studenti (terzo posto dietro Napoli Partenope e Foggia), ricerca, lauree conseguite nei tempi previsti.

L’esenzione dalle tasse universitarie ha probabilmente incentivato il ricorso alle iscrizioni di studenti che in realtà nelle aule universitarie non mettono piede per nulla, senza seguire lezioni o sostenere esami, penalizzando l’università nel rapporto tra docenti e studenti.

L’università aquilana deve fare i conti anche con la scarsità di fondi, 49esimo posto in graduatoria di somme da destinare alla ricerca e 40esimo per ciò che riguarda  i fondi messi a disposizione da enti esterni.  Se è vero che molti giungono da fuori regione per iscriversi dall’università sono pochi quelli che vi si avvicinano dopo aver conseguito il massimo dei voti alle scuole secondarie superiori.

Un dato positivo, invece, è quello relativo alle opportunità lavorative degli studenti laureati presso l’ateneo del capoluogo: a tre anni dal conseguimento della laurea il 73% dei giovani trova lavoro. Un dato che potenzialmente potrebbe rendere fortemente attrattivo l’università federiciana, dove però il 34 degli immatricolati non si iscrivono al secondo anno.

Pochini, inoltre, anche gli studenti che si laureano nei tempi previsti (il 17%) mentre la graduatoria del Sole 24 ore relega al 18esimo posto l’università del capoluogo nella ricerca.