L’AQUILA – Il servizio mensa che veniva garantito agli studenti della facoltà di Lettere e Filosofia quest’anno non ha retto i costi di gestione, chiudendo così i battenti a settembre.
“La decisione di chiudere la mensa gestita dall’Adsu – fa notare l’Unione degli studenti – priva di fatto i ragazzi del polo di Bazzano dell’unica risorsa di ristorazione presente nei pressi della facoltà”.
L’Udu fa presente anche che “a far pesare la situazione è il fatto che non ci sono, né sono previste forme di convenzione tra l’Adsu e le tavole calde presso il nucleo industriale e ciò costringerebbe gli studenti a rimediare per un intero anno con dei pranzi al sacco”.
“Non c’è speranza che la mensa riapra: chiusa ormai da un mese, è stata ora letteralmente smantellata – afferma la studentessa Chiara Carulli che si è occupata in prima persona della faccenda – il problema evidente era che i costi per la gestione erano troppo elevati per il numero effettivo degli studenti che usufruivano del servizio”.
A differenza degli altri poli dove sono concentrate più facoltà, infatti, la mensa del nucleo di Bazzano raggruppava a pranzo solo alcune decine di studenti.
“Anche il preside si era interessato alla questione – aggiunge la Carulli – abbiamo anche tenuto un incontro con il commissario Francesco D’Ascanio per trovare una soluzione alternativa e lui stesso si era impegnato a dare un aiuto concreto entro un mese, ma da allora il tempo della “promessa” è scaduto e noi non abbiamo avuto nessuna notizia”.
Tralasciate le polemiche relative al fatto che non si è usufruito della quota delle borsa di studio destinata ai pasti, gli studenti della facoltà hanno proposto nuove soluzioni: “Quello che chiediamo non è la riapertura della mensa ma di una piccola struttura come quella presente alla facoltà di Ingegneria; ci basterebbe un modulo capace di ospitare una quarantina di persone, da ubicare negli spazi del parcheggio”, conclude la Carulli.





