Lo sfogo di Anaoo Assomed e medici Chieti.
‘In Abruzzo- scrive il segretario generale di Anaoo Assomed Francesco Di Meco- il debito assunto dalle Asl e’ enorme, per cui il governo nazionale ha imposto un piano di risanamento estremamente duro. A nostro avviso l’analisi dei dati che ha portato al piano di risanamento e’ sbagliata, quindi lo sono anche le soluzioni ed i provvedimenti imposti. Il disavanzo economico non e’ stato determinato dalla spesa per il personale, che sicuramente e’ il capitolo di costo piu’ importante, ma dall’aver pagato prestazioni sanitarie a cliniche private che non erano state accreditate ad effettuarle, naturalmente senza avere mai provveduto a diffidarle per l’effettuazione di tali prestazioni. Ricordiamo che sono in corso accertamenti della magistratura a tal riguardo. Il governo nazionale, avendo analizzato i soli costi di gestione, ha imposto drastiche riduzioni sulla spesa per il personale, come la cessazione di tutti i contratti a tempo determinato e persino la non copertura dei posti a tempo indeterminato resisi vacanti per pensionamento, quando nella sola Asl di Chieti la dotazione organica del personale di ruolo a tempo indeterminato aveva già subito una riduzione di 1004 unità rispetto a quella approvata nell’anno 1996 e di 266 unità rispetto alla dotazione rideterminata con la legge finanziaria del 2003. In precedenza la giunta regionale aveva imposto alle Asl la riorganizzazione della rete ospedaliera per adeguare i posti letto al 4 per 1000 abitanti. In tale ottica la Direzione Generale della Asl di Chieti riteneva che, per garantire l’assistenza nei soli presidi ospedalieri era necessario un numero di sanitari cautelativamente stimato non inferiore a 300 unita’ in aumento rispetto a quelle attualmente in servizio; inoltre riteneva indispensabile l’assoluta integrazione ospedale/territorio a fronte della conseguente compressione dei reparti ospedalieri di area specialistica.Così, applicando il piano di risanamento, nella ASL di Chieti non mancheranno solo le 300 unità in aumento, ma anche tutti i pensionamenti del 2006 e del 2007. Il numero degli operatori sanitari sarà così contratto da non poter assicurare i livelli essenziali di assistenza’.





