L’AQUILA – Numerosi aquilani hanno voluto dire la loro dal microfono del tendone del presidio di piazza Duomo, davanti ai parlamentari del Partito democratico, accorsi in città, e che per una volta invece di parlare si sono limitati ad ascoltare.

Arguta quanto tardiva l’osservazione di Giorgio Mancini: “Quando c’è stato il terremoto si è unita l’Italia, se in quel momento si fosse fissata la tassa di scopo nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare”.

Il segretario comunale del Pd, Francesco Iritale, ha provato a difendere l’operato del suo partito nei giorni dell’emergenza. “Non eravamo al governo – ha detto, emozionato – non volevamo le C.a.s.e.: le abbiamo subìte, noi avevamo chiesto i moduli provvisori. È importante che oggi siano qui 200 parlamentari, non lo aveva mai fatto nessuno”.

Luigi Fabiani ha ricordato che “al contrario di altri disastri, non abbiamo avuto nemmeno il rinvio della restituzione delle tasse. Ai voi parlamentari dico: non è che vi abbiamo schedato, però sappiamo oggi chi c’era, e quando la nostra proposta di legge arriverà in Parlamento, ci ricorderemo di chi oggi è qui”.

Sul tema della tassa di scopo, Patrizia Tozzi ha ricordato che “già per alcuni mesi abbiamo raccolto le firme, tutti soli sui banchetti, e siamo arrivati a 22 mila. Saremo ben lieti di ‘cederle’ a chi voglia far diventare la nostra proposta legge”.

Antonio Gasbarrini ha azzardato che “per far capire bene ai parlamentari com’è ridotto il centro bisognerebbe farli venire di notte, nell’ora degli spettri, quando la città mostra le sue ferite. Deve vergognarsi – ha aggiunto, in riferimento al capo della Protezione civile, Guido Bertolaso – chi va in giro a prendere le cittadinanze onorarie”.

Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, ha detto che “la presenza di 200 parlamentari è significativa, un’ulteriore operazione-verità. A parte questo, bisogna guardare in avanti. Si è parlato di impegni, il Pd se li assuma”.

Stefano Albano, della segreteria giovanile del Pd, ha sottolineato il concetto di “modello culturale che prevede che dobbiamo essere grati per le presunte regalìe, quando invece quello che chiediamo è il rispetto dei nostri diritti. Il Pd sia in prima fila a combattere questo modello culturale”.

A concludere prima dell’intervento di Bersani è stato Federico D’Orazio. “Quanto stiamo male lo sappiamo – ha ricordato – ma L’Aquila non l’abbiamo mai mollata. Bene che voi parlamentari non siate venuti qui a pontificare, adesso, però, dovete fare vostre le nostre richieste”.