TERAMO – “Sulla Asp 2 di Teramo si consuma uno scontro politico interno al centrodestra con il rischio di veder sfumare quei fondi o di ritardare i tanti progetti importanti legati a queste realtà che hanno come missione la tutela dei soggetti più deboli. Questa è la vergogna più grande: aver fatto di una Istituzione così importante, un mezzo solo per tornaconti politici personali”.
Parole pesanti come pietre, quelle del componente dell’assemblea nazionale di Italia Viva, Luciano Monticelli, ex consigliere regionale dem, ex sindaco di Pineto, che invoca l’invio di ispettori ministeriali, per trovare una via d’uscita all’impasse all’Asp 2 Teramo, azienda di servizi che gestisce la casa di riposo Santa Rita e la fattoria Rurabilandia di Atri, gli istituti scolastici di Mutignano e i centri per minori e per donne in difficoltà di Giulianova.
Causata dalla nomina del nomina a direttore generale del forzista, ed ex sindaco di Atri, Gabriele Astolfi.
Nomina che ha fin da subito ha provocato la levata di scudi da parte del commissario della Lega in provincia di Teramo, Gianfranco Giuliante, ex assessore regionale e presidente Tua, che l’ha ritenuta illegittima, ed anzi una sceneggiata”, frutto della “pervicace azione di caporali di giornata” colpiti in quel di Atri dalla sindrome di Napoleone”, nomina “in violazione della legge” che prevede per le cariche negli enti pubblici “concorso o procedura di pubblica evidenza”.
Astolfi è stato individuato dal consiglio di amministrazione costituito da Antonio Samuele, al suo secondo mandato, e Federica Rompicapo, in quota Lega, ma evidentemente nella Lega non allineata a quella che a Teramo fa capo all’aquilano Giuliante, in sostituzione del precedente direttore, Sergio Di Feliciantonio, scaduto il 15 dicembre 2019 che svolge le medesime funzioni anche presso la Asp di Pescara.
Nomina avvenuta però, questa l’altra accusa feroce di Giuliante, fatta in assenza del presidente Luca Di Pietrantonio, sostituto dal consigliere anziano. Di Pietrantonio, già candidato sindaco dei salviniani a Pineto, alle passate elezioni comunali, è stato nominato dalla Giunta regionale su proposta dell’ex assessore esterno salviniano Piero Fioretti. Anche Di Pietrantonio ha chiesto l’intervento della Regione e si è rivolto alla magistratura.
Si difendono però i due consiglieri del cda che in una nota hanno parlato di legittimità “degli atti assunti dal consiglio nell’interesse dell’azienda, nonostante la continua assenza volontaria del presidente” in quanto “nessuna impugnativa è intervenuta presso il competente organo giurisdizionale”; non solo “l’accesso al presidente non è stato vietato, che da oltre un mese e mezzo ha deciso di non presentarsi nella sede, ripetiamo e ribadiamo, per una sua scelta personale, legittima ma non determinata da presunte e inesistenti ‘difficoltà di accesso’, disponendo, ovviamente di ogni mezzo per entrare nella sede dell’Asp 2 come legalmente previsto”.
Astolfi è dato come vicino politicamente proprio all’ex assessore regionale di Forza Italia, Paolo Gatti, che seppure si sia allontanato dalla politica attiva, ha ancora un forte ascendente su amministratori locali teramani.
La nomina di Astolfi, che alle scorse regionali ha totalizzato con Fi oltre 4.400 voti, viene letta anche una “compensazione” per il mancato ingresso in consiglio regionale a seguito dell’ultimo rimpasto, come primo dei non eletti, se fosse diventato assessore il forzista teramano Umberto D’Annuntiis, già sottosegretario di Giunta, dopo che Mauro Febbo, ha fatto un passo indietro, in quanto la Lega ha chiesto la sua testa, o meglio la sua poltrona, accusandolo di aver tradito il centrodestra alle amministrative di Chieti, sostenendo Bruno Di Iorio e non il salviniano Fabrizio Di Stefano.
Nomina inaccettabile per Giuliante, il primo che è partito alla carica: “Varia umanità inventando procedure giuridicamente inesistenti e che lambiscono profili di natura penale che la magistratura sarà chiamata a valutare, hanno proceduto a ‘nominare’ un Direttore Generale discostandosi dalle indicazioni pure notificategli dalla vigilanza regionale circa la necessità di una procedura di evidenza pubblica. L’invenzione di una figura di un consigliere anziano non si capisce a che titolo surrogante le funzioni di un presidente rappresentante legale dell’ente e regolarmente in carica, e la contestuale estromissione senza alcun addebito né preavviso del direttore Generale in carica, la dicono lunga circa un’arroganza simmetrica alla esplicita mancanza di conoscenza di norme e previsioni di legge”, le sue parole di fuoco.
Dura la posizione anche del consigliere regionale del Partito democratico, il teramano Dino Pepe che annuncia di voler portare “la questione dei drammatici scontri interni alla Asp 2 in Commissione Vigilanza in Consiglio Regionale, non è infatti possibile dover assistere, quotidianamente, agli scontri sui giornali e non solo tra i vertici politici della Lega ed i membri del Cda dell’azienda. Bisogna fare al più presto chiarezza sulla gestione dell’Ente, per questo chiederò che tutte le parti vengano ascoltate e, in caso di irregolarità, la Regione dovrà immediatamente intervenire”.
E ora interviene anche Italia Viva, con Monticelli, che seppure esponente di un partito che vivacchia sotto il 3%, assente in consiglio regionale, ha una personale influenza nel territorio teramano dove è un politico di lungo corso.
Quella all’Asp 02 per Monticelli è “una situazione gravissima. Non passa giorno tra le componenti appartenenti alla stessa coalizione del centrodestra ed in particolare tra i rappresentanti della Lega ed alcuni esponenti di Forza Italia, che non vengano rilevati atti di irregolarità amministrativa e perfino denunce reciproche alla Procura della Repubblica, al Prefetto ed ai Carabinieri e probabilmente, aggiungiamo, anche alla Magistratura Contabile della Corte dei Conti”.
Annuncia poi di aver inviato al Governo tramite parlamentare renziano Camillo D’Alessandro l’invito a “verificare, tramite il Ministero competente, la possibilità di far adottare tutte le misure di controllo e, dove si ritenesse necessario, le dovute visite ispettive, il tutto di concerto con la competente Amministrazione Regionale.
Ribadendo che, norme alla mano, che anche all’Asp l’assunzione di un direttore generale “deve avvenire tramite procedure selettive volte all’accertamento della professionalità richiesta, che garantiscano in misura adeguata l’accesso dall’esterno”.
E che “da quanto riferitoci, e che viene riportato anche dagli organi di stampa, le convocazioni del CdA sono da ritenersi illegittime in quanto formalizzate dal “Consigliere Anziano” e non dal Presidente, Luca Di Pietrantonio. Si ritiene che la figura di “Consigliere Anziano” non esista come figura giuridica se non ben specificato nel regolamento di funzionamento dell’Ente ASP 2. Non esiste, a maggior ragione, se gli organi di funzionamento sono stati costituiti e sono legalmente operanti. La mancanza di una stipula di contratto per l’incarico di Direttore Generale a firma del Presidente (che per sua natura è il rappresentante legale dell’Ente); la notizia di modifiche di password alle PEC istituzionali ed alle e-mail ordinarie dell’Ente; la sostituzione delle serrature di alcune stanze con il conseguente impedimento al Presidente di consultazione ed accesso agli Atti Amministrativi e documenti aziendali; le delibere di incarichi e provvedimenti senza la presenza e la firma del Presidente; portano noi tutti a una seria (e preoccupante) riflessione circa l’esistenza di illegittimità sull’operato di questo CdA”.
“Occorre ribadire con stupore quello che ha dichiarato alcuni giorni fa il responsabile teramano della Lega, Giuliante: ‘Ho visto cose che noi umani non ci saremmo neanche potuto immaginare’, frase indirizzata con certezza ai componenti (Presidente escluso, naturalmente) del CdA, espressione della Lega e Forza Italia. Crediamo a questo punto che sia arrivato il momento di denunciare e chiedere chiarimenti sull’ Affaire ASP 2, per il bene dello stesso Ente e per coloro i quali frequentano le quattro ex-IPAB, che nel quinquennio della Giunta Regionale di Luciano D’Alfonso hanno ricevuto finanziamenti per oltre 2 milioni di euro, con il rischio oggi di veder sfumare quei fondi o di ritardare i tanti progetti importanti legati a queste realtà che hanno come missione la tutela dei soggetti più deboli. Questa è la vergogna più grande: aver fatto di una Istituzione così importante, un mezzo solo per tornaconti politici personali”.






