TERAMO – La procura della Repubblica di Teramo ha chiesto il processo per il manager della Azienda sanitaria locale, Giustino Varrassi, e di altre sette persone nell’ambito di due inchieste a carico del medico aquilano, riunite in un unico fascicolo.

La prima si riferisce al presunto utilizzo indebito dell’auto blu: l’accusa contesta il peculato poiché il direttore generale della Asl avrebbe compiuto 670 viaggi fuorilegge da casa al lavoro e viceversa, con un danno stimato per l’Azienda di circa 3 mila euro di pedaggi autostradali e oltre 4.800 di carburante, a cui vanno aggiunti 2.800 euro più iva per lo sforamento dei 120 mila chilometri previsti nel contratto di leasing.

Il pm Davide Rosati, che ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio, ipotizza anche anche la truffa aggravata e continuata perché Varrassi e il suo autista, Giovanni Lanci, anche lui coinvolto nell’inchiesta per truffa, appropriazione indebita e falso ideologico, avrebbero utilizzato “artifizi e raggiri” per “far risultare legittimo e corretto lo svolgimento delle mansioni di servizio” del dipendente Asl, al quale sarebbero stati liquidati 13 mila euro netti di straordinario nel 2011.

Sul caso dell’auto blu la procura aveva chiesto gli arresti domiciliari per Varrassi (che nel frattempo ha risarcito la Regione) ma il gip aveva respinto la misura cautelare.

L’altra vicenda riguarda la promozione dell’urologo Corrado Robimarga, ex assessore al Comune di Teramo, nonostante lo stesso fosse gravato da un’inchiesta penale per peculato e truffa che lo aveva da poco coinvolto, e per la quale il medico è a processo con il rito abbreviato.

La procura ritiene che la commissione disciplinare della Asl, i cui quattro componenti sono indagati per abuso d’ufficio, avrebbe indebitamente sospeso la procedura disciplinare nei confronti di Robimarga (il tribunale aveva disposto la sospensione dal servizio medico).

Mentre a Varrassi contesta una transazione tra la Asl e lo stesso Robimarga in relazione al risarcimento del danno da lui dovuto per aver subito la misura interdittiva, facendogli uno scontro da 10 a 4 mila euro, inoltre accusa il manager e il direttore sanitario, Camillo Antelli, e quello amministrativo, Lucio Ambrosj, di abuso d’ufficio, per aver affidato l’incarico a Robimarga senza valutare la vicenda dell’inchiesta in corso.

La direzione Sanità della Regione, in seguito alle inchieste, aveva proposto di rescindere il contratto al manager, ma la Giunta ha rigettato la richiesta dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato che metteva in guardia circa il possibile emergere di contenziosi tra il dg e l’amministrazione.

In sostanza, presidente della Regione e assessori non si sono assunti la responsabilità di ‘tagliare’ il manager nell’insussistenza di estremi giudiziari tali da poterne giustificare un allontanamento.

I NOMI DEGLI ALTRI INDAGATI

Oltre a Varrassi, Lanci, Antelli e Ambrosi, le altre persone per le quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio sono Vittorio Scuteri, Gabriella Palmeri, Maurizio Di Giosia e Corrado Foglia, componenti della commissione disciplinare della Asl.